Il 2021 è l’atteso anniversario dei 500 anni dalla nascita ad Albino del grande pittore Giovan Battista Moroni. Dopo aver viaggiato da Bergamo a Londra e New York, conquistando il cuore di regioni e collezioni così lontane, diventando “Moroni globale”, il maestro del Rinascimento oggi si racconta nella terra in cui è nato e in cui ha vissuto e operato per gran parte della sua vita. Una scelta precisa, quella di Moroni, che sancisce con la sua terra un legame indissolubile e cruciale per capire la sua pittura e il contesto da cui si è generata.
Il “pittore della realtà”, direttamente coinvolto nella vita comunitaria di Albino, diviene testimone attendibile del suo tempo e del suo luogo, inteso non come limite, ma come radice salda e fonte di ispirazione.
In occasione del cinquecentenario della nascita, Albino e in senso più ampio tutta la ValSeriana mantengono la promessa di rileggere il legame profondo che univa l’artista alla sua terra, alla sua gente, alla sua natura e alla sua cultura.
La grandezza di Moroni ha bisogno della sua terra come un necessario controcanto, perché è nella verità della sua pittura che trovano spiegazione l’affetto e la complicità che lo hanno eletto come uno tra i pittori bergamaschi più amati, nella sua Valle come anche in altri continenti.
Ed è grazie a questa immediata intesa che dal fulcro albinese il progetto si è espanso coinvolgendo tutta la ValSeriana, la città di Bergamo e tutti i luoghi che oggi sul territorio bergamasco conservano testimonianze della sua pittura. Ne è nato un ampio network di istituzioni, musei, fondazioni, parrocchie, scuole, realtà culturali, associazioni, in dialogo per raccontare in modo condiviso l’universo moroniano a 360 gradi nel progetto “Moroni 500. Albino 1521-2021”.
Il Comune di Albino, ente promotore, e Promoserio, ente organizzatore, hanno intessuto una rete di collaborazioni, tra gli altri, con la Parrocchia di Albino, Accademia Carrara di Bergamo, Fondazione Adriano Bernareggi, Fondazione Credito Bergamasco, Fondazione Museo di Palazzo Moroni, Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi di Bergamo, Delegazione FAI di Bergamo.
Nel progetto avranno parte attiva, nella ideazione e produzione di iniziative, anche associazioni e realtà culturali impegnate in ambito culturale ad Albino e sul territorio della ValSeriana: Percorsi Albinesi, Associazione Culturale Carlo Antonio Marino, Arte sul Serio, Circolo Fotografico città del Moroni – Albino, Comitato Sui Passi del Moroni, Complesso Bandistico di Albino, Astorica, Django Association, Associazione guide Turistiche Città di Bergamo, EBike Tour di Franco Zanetti.
E ancora: collaborazioni con le botteghe e i commercianti di Albino, con operatori e soggetti che si occupano di valorizzazione del patrimonio naturalistico, culturale ed enogastronomico, trait d’union con istituti scolastici e accademie, dall’ISIS Romero di Albino alla Fondazione Arte Della Seta Lisio di Firenze.
Il progetto sarà presentato al pubblico ad aprile e, se le eventuali prescrizioni future relative alla pandemia lo consentiranno, aprirà i battenti a maggio, accompagnandoci per tutto il 2021, con probabili prosecuzioni anche nel 2022.
Un anno di mostre, narrazioni, restauri, approfondimenti e pubblicazioni scientifiche, convegni, incontri, concerti, spettacoli teatrali, escursioni a tema, eventi di animazione culturale, fotografia, moda, visite guidate, enogastronomia, attività pensate ad hoc per grandi e piccini.
L’obiettivo principale del progetto è quello di promuovere all’interno delle comunità albinese, seriana, bergamasca, regionale, nazionale, una più completa, articolata e consapevole conoscenza della grandezza di questo testimone del Cinquecento, le cui opere sono disseminate in numerose collezioni e musei nel mondo.
Un appello concreto alla riappropriazione della figura di Giovan Battista Moroni come un prezioso patrimonio collettivo e alla scelta della cultura, custode dell’identità profonda di un territorio, come motore per ripartire uniti.
Icona di questo lungo percorso sarà l’immagine di un abbraccio, quello tra Maria ed Elisabetta dipinto da Moroni nello stendardo albinese in corso di restauro, a riassumere il desiderio ultimo di questo importante progetto: offrire la bellezza come segno di rinascita e di condivisione in una terra così pesantemente segnata dalla pandemia. Un abbraccio senza tempo per costruire un domani di speranza