17 Marzo, San Patrizio

 

Come in ogni paese anche a Colzate ogni anno si svolgono delle feste significative, alcune delle quali nel tempo hanno perso d’importanza ed altre invece sono state riprese e rivalutate. Quella più importate è la festa di San Patrizio che ricorre il 17 marzo, quando su ogni tavola non mancano i “carunsèi”. Nel corso dell’anno San Patrizio viene festeggiato pure la seconda domenica di settembre dagli abitanti di Vertova, anche se la distinzione ormai è solamente formale, essendosi estinta da tempo la diatriba tra le due comunità per l’amministrazione e il possesso del Santuario stesso.

 

Aggrappato su uno sperone roccioso alle pendici del monte Cavlera, immerso nel silenzio di prati e boschi, il Santuario di San Patrizio sembra essere stato modellato dalla natura stessa, tanto appare stretto il suo rapporto con l’ambiente circostante. Le sue mura si fondono con la roccia: quasi una fortezza a picco sul fiume, la cui asprezza è tuttavia ingentilita da una serie di archi che invogliano a salire fin lassù per ammirare le vedute dalla balconata panoramica. Restaurato negli anni ’80, il Santuario presenta all’ingresso un vasto sagrato su cui prospetta la grandiosa mole della facciata nord, con i tre archi asimmetrici in pietra viva del pianoterra.

La tradizione vuole che il Santuario di San Patrizio sia stato costruito nel 1166 (allora si trattava di una semplice Tribulina) da alcuni soldati inglesi che, rifiugiatisi a Colzate, scamparono ai soldati del Barbarossa mentre erano a Vertova per comprare dei panni.

Durante la festa di San Patrizio del 17 marzo fino verso la prima guerra mondiale, venivano benedette e distribuite delle michette biscottate a forma di rosetta, con l’effigie del Santo. Erano chiamate “il pane dei miracoli”. Venivano cotte in un rudimentale forno a legna, visibile vicino alla roccia e caratterizzato da numerose finestrelle.

La sera della vigilia del giorno di San Patrizio, i fedeli di Colzate da anni ormai, partecipano ad una fiaccolata di preghiera con partenza dalla Parrocchiale e arrivo al Santuario.

Il pozzo di San Patrizio è legato alla leggenda del “Purgatorio” di San Patrizio. Così Vittorio Martinelli racconta nel suo libro su Fiorano (1971): “Narra la leggenda che mentre San Patrizio si trovava in Irlanda a predicare, dopo molti digiuni e orazioni, ebbe da Dio il comando di tracciare un cerchio col suo bastone. La terra si aprì e apparve un grandissimo e profondissimo pozzo; poi, per divina rivelazione, San Patrizio seppe che qualunque persona vi fosse entrata e vi fosse stata un dì e una notte (veramente pentita e armata della divina Fede) sarebbe stata purgata da tutti i suoi peccati”.

Alcuni detti popolari che si riferiscono al Santuario di San Patrizio:

Fónd come ’l póss de San Patrésse

(trad.: Profondo come il pozzo di San Patrizio).

Chi fà ü gir intùren a San Patrésse a l’ pèrd töcc i ésse

(trad.: Chi fa un giro attorno a San Patrizio perde tutti i vizi).

San Patrésse de Colgiàt chi de Èrfa i l’à robàt chi de Casnìgh i l’à ölìt e chi de Bónd i l’à godìt.

(trad.: San Patrizio di Colzate / quelli di Vertova l’hanno rubato / quelli di Casnigo l’hanno voluto / e quelli di Bondo l’hanno goduto).

San Patrizze de Colgiàt chi de Èrfa i l’à robàt chi de Smut i l’à tradìt chi de Casnìgh i l’à benedìt, San Patrizze ’n paradìs!

(trad.: San Patrizio di Colzate / quelli di Vertova l’hanno rubato / quelli di Semonte l’hanno tradito / quelli di Casnigo l’hanno benedetto, San Patrizio in paradiso!).