Un significativo momento di memoria, per non dimenticare il passato e per costruire un futuro di pace. Questo è stato il Raduno dell’UNIRR (Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia) della zona Valcavallina e Valcalepio, tenutosi a San Paolo d’Argon. L’evento, oltretutto, ha avuto una particolare importanza, per la ricorrenza, proprio quest’anno, del 75° anniversario della Battaglia di Nikolajevka e della tragica ritirata dell’esercito italiano dal fronte russo, nella seconda guerra mondiale, uno degli episodi più tristi della disastrosa campagna di Russia.
L’UNIRR è un’associazione nazionale fondata nel dopoguerra dai soldati che rientrarono dalla Russia: oggi, a distanza di molti decenni, i reduci sono rimasti ormai in pochi, ma l’UNIRR continua ad operare, per mantenere vivo il ricordo di quella che fu una delle pagine più buie di tutto il secondo conflitto mondiale.
La manifestazione ha preso avvio in Piazza Luigi Cortesi, dove tutti i partecipanti si sono riuniti per il rito del saluto alle bandiere italiana ed europea. Da lì è partito il corteo, che ha sfilato per le vie del paese, con in testa il labaro nazionale dell’UNIRR, decorato con le tante medaglie al valore dei reduci di Russia. A seguire, i rappresentanti delle istituzioni civili, ossia i sindaci di vari paesi del circondario, e poi moltissimi alpine, provenienti da tutta la provincia, con gagliardetti e striscioni.
In via delle Rimembranze, il corteo si è fermato per la deposizione di un omaggio floreale presso il monumento ai caduti ed i discorsi delle autorità. Il primo ad intervenire è stato il baby-sindaco di San Paolo d’Argon, Edoardo Barbetta, che ha letto un bellissimo passo dal romanzo “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern, scrittore che partecipò in prima persona alla campagna di Russia. A seguire, ha preso la parola il primo cittadino Stefano Cortinovis: “La memoria storica non deve cadere nell’oblio: è importante organizzare cerimonie come questa, ma anche incontri nelle scuole per raccontare ciò che è accaduto e che non deve più succedere”.
Poi, rivolgendosi in particolare ai giovani, ha detto: “I reduci rimasti sono ormai pochi, da loro abbiamo raccolto il testimone della memoria di quei 90.000 giovani italiani che non fecero ritorno dalle sponde del Don. La loro vicenda manda un messaggio per tutti noi: impariamo ad amare la nostra vita e rispettare quella degli altri. Mai più la guerra, rimangano la pace e la fratellanza tra i popoli.”
Dopo il Sindaco Cortinovis, sono intervenuti Remo Facchinetti, neo presidente UNIRR della Sezione Valcavallina-Valcalepio, e Rino Manenti, capogruppo degli Alpini di San Paolo d’Argon, che ha conosciuto la storia della campagna di Russia dalla testimonianza del padre, che ne prese parte.
In conclusione, ha tenuto un breve discorso anche Luisa Fusar Poli, vicepresidente nazionale UNIRR: “Sono molto contenta di vedere qui oggi così tante penne nere: anche io ho avuto dei familiari alpini che sono morti in Russia”. A seguire, un omaggio floreale proprio al monumento all’Alpino e la S.Messa.

Lorenzo Bonomelli