Grande partecipazione di fedeli alla festa patronale di San Mauro, promossa dalla parrocchia della Conversione di San Paolo, in collaborazione con l’amministrazione comunale e le realtà associative. Del resto, non poteva essere altrimenti: la festa patronale è uno degli appuntamenti più importanti del paese, capace di coinvolgere tutta la comunità, dietro alla statua del santo patrono. che saluta con un momento di festa tutte le famiglie e i giovani della parrocchia al rientro dalle loro vacanze, prima dell’avvio dell’anno scolastico.
La festa, nella sua valenza devozionale, ha vissuto il suo momento clou nel pomeriggio, alle 15, con la solenne processione per le vie del paese, con la statua portata a spalla dai volontari (per avere l’onore di portare la statua, come è tradizione, i “posti” sono stati messi all’incanto); a guidare il solenne corteo c’era il parroco don Francesco Spinelli, alla sua prima festa patronale dopo il recente ingresso, e altri sacerdoti del Vicariato. A seguire, la S.Messa delle 17 e quella delle 18 (altre funzioni religiose si erano tenute al mattino, in particolare la solenne concelebrazione delle 10.30.
San Mauro abate è tradizionalmente considerato “esperto” nelle malattie dei bambini, in modo particolare per quanto concerne le affezioni della gola e la pertosse. Mauro, insieme con Placido, fu discepolo di San Benedetto (VI secolo). Vissuto anch’egli a Montecassino come Benedetto, Mauro fu poi eletto priore e amministratore dell’abbazia di Montecassino. Dopo aver compiuto molti miracoli, il Santo morì a 70 anni, colpito da una pestilenza, intorno all’anno 580. Ed è proprio la presenza di un monastero benedettino a San Paolo d’Argon il motivo di una tradizione che è molto sentita, al punto da offuscare quella di San Paolo al quale è dedicata la chiesa parrocchiale e al quale si riferisce il nome del paese.
Grande il fermento che si è vissuto in paese, anche e soprattutto per la presenza delle tradizionali bancarelle, che hanno fatto da contorno alla festa, tanto da richiamare da fuori paese migliaia di persone. Protagonisti assoluti, oltre ai dolci e ai giochi per bambini, i gustosi “biligòcc” (castagne secche affumicate). E poi la lotteria, la pesca di beneficenza in Oratorio e la fumante trippa, offerta sia a pranzo che a cena presso l’Oratorio, la sede locale degli alpini e il Centro Diurno Anziani.
“Una vera festa di comunità, che è riuscita ancora una volta a richiamare tanta gente, anche da fuori paese e da tutta la Bergamasca – spiega il sindaco Stefano Cortinovis – Grande la partecipazione, ma soprattutto la devozione popolare, per un Santo, San Mauro abate, al quale gli argonesi sono molto legati. E’ la dimostrazione di un forte senso di appartenenza alla propria storia; un profondo radicamento alla propria terra e alle tradizioni locali, che si manifesta ogni anno in un impegno concreto nelle tante iniziative che vanno a costituire la festa patronale. E anche quest’anno la festa è stata apprezzata, sia per i suoi momenti religiosi, dal forte coinvolgimento devozionale, sia per le tante occasioni di festa paesana che sono state allestite a corredo, tali da richiamare migliaia di visitatori”.
A conclusione della grande festa patronale, poi, presso l’auditorium comunale, la Compagnia Teatrale “Franco Barcella” ha presentato la commedia “Sarto per signora” di G.Feydeau: come vuole la tradizione, è la nuova commedia dialettale della stagione, come sempre rappresentata in “prima” assoluta a San Paolo d’Argon, prima di essere portata nei principali teatri della provincia bergamasca.

Gianni Moretti