Nato e cresciuto a Trescore ed ora bresciano per amore, Luigi Cantamesse è l’attuale vice-presidente della Pro Loco Trescore, lo “sportello turistico” di Trescore e della stessa Val Cavallina. Una realtà importante, da quando, 20 anni fa, vi è stato inserito l’Ufficio IAT (Informazione e Accoglienza Turistica), voluto insieme alla Comunità Montana Val Cavallina, l’Apt di Bergamo e il Comune di Trescore, diventando la più importante e titolata realtà di promozione turistica della Val Cavallina. Quindi, un impegno importante, ma sostenuto da forte motivazione e competenze personali: 34 anni, diploma di liceo scientifico, Cantamesse lavora da anni nel mondo della ristorazione, dell’eventistica e dei locali, come cameriere e barman; ma, oltre a queste mansioni, si occupa anche della selezione dei fornitori del beverage e del materiale, per conto di Mariuccia Eventi. Con lui, una chiacchierata sulla realtà della Pro Loco Trescore.

Come si è avvicinato alla Pro Loco Trescore?
Osservando mio padre, da sempre appassionatamente inserito nella politica e nell’associazionismo locale. Ma soprattutto una naturale conseguenza dell’impegno che avevo profuso nei confronti di Trescore che, fino a poco tempo fa, è stato casa mia: inizialmente, tramite la politica, sia a livello scolastico che provinciale; poi, in qualcosa di più “pratico”. L’occasione iniziale, quattro anni fa, fu quando, l’attuale presidente della Pro Loco Trescore Carlo Algisi, sapendo della mia professione, mi chiese se volessi dare una mano sul banco della degustazione vini della Festa dell’Uva: “l’innamoramento” con la Pro Loco fu istantaneo.

Cosa si è organizzato durante il suo mandato?
Da quando sono entrato in Pro Loco, l’impegno annuale gira tutto intorno alla Festa dell’Uva, un evento oltremodo impegnativo. Certo, quattro anni fa si è organizzato ancora il Festival del Legno, ma la manifestazione è stata accantonata prevalentemente per problemi economici. Non dimentichiamo, però, che la Pro Loco gestisce anche le visite all’Oratorio Suardi, ma soprattutto è sede dell’inFoPoint Valcavallina, un servizio che, oltre a risultare funzionale alla promozione e all’organizzazione delle iniziative locali, coordina anche l’offerta informativa, ricettiva e di accoglienza presente in Val Cavallina. Uno sportello inteso come “vetrina” del turismo della Val Cavallina: un servizio troppo spesso sottovalutato, ma che richiede tempo e fatica.

Quali gli eventi che sente più “suoi”?
Non sono legato ad un singolo evento o serata, sono contento del lavoro svolto, soprattutto per quanto riguarda la riduzione delle spese, anche alla luce delle molte difficoltà economiche e della carenza di volontari. La cosa che sento più mia è sicuramente l’aver potenziato le visite all’Oratorio Suardi, un richiamo internazionale per il turismo, mai sufficientemente spinto e pubblicizzato a dovere. Un risultato splendido, il cui merito, ed il conseguente ringraziamento, va alla nostra Dorien Brilman, coordinatrice del personale di ufficio, che “si fa in venti” per gestire le visite e fornire le relative informazioni.

Qual è il grado di collaborazione fra Pro Loco e le altre associazioni del territorio?
Le realtà presenti in paese ci danno una grande mano. Il Circolo Culturale Igea, per esempio, non fa mai mancare i propri volontari nei momenti forti del lavoro e ci aiuta ad organizzare sempre qualcosa relativo alla tradizione: quest’anno, durante la Festa dell’Uva, ci sarà un’altra mostra in piazza Cavour,… ma non voglio anticipare nulla, per non rovinare la sorpresa. La Contrada Canton, poi, è un’altra realtà attiva e presente: il ritorno alla festa dei “giochi di una volta” è stato voluto e realizzato da loro. Anche la Protezione Civile è sempre disponibile nel servizio d’ordine. Certo, sulla cooperazione con tutte le associazioni c’è ancora molto da lavorare probabilmente (sorride…), ma si sono appena seminate le basi: gli sviluppi,… li scopriremo vivendo!

Qual è il rapporto fra Trescore e la Val Cavallina?
Volenti o nolenti Trescore è la “porta d’ingresso” della Valle ed è il suo biglietto da visita nel mondo, grazie alla presenza dell’Oratorio Suardi. Questo dovrebbe servire da volano per le altre realtà presenti sul territorio. Una cooperazione ed l’organizzazione di percorsi è partita sui tavoli di lavoro del comitato turistico InValcavallina, vedremo gli sviluppi nei prossimi tempi.

Come, e chi può, far parte della Pro Loco Trescore?
Tutti coloro che hanno voglia di lavorare e che abbiano l’umiltà sufficiente per capire cosa le loro competenze gli permettono di fare. Ognuno deve dare per quello che può fare, senza ritenere la propria mansione inferiore a quella di qualcun altro. Serve tutto, dall’ingegnere per i corretti montaggi delle strutture, alla persona che pulisce i tavoli: entrambi partecipano alla perfetta riuscita degli eventi in egual modo.

Qual è il rapporto con il comitato turistico InValcavallina?
(sorride…) Inizialmente, decisamente conflittuale, ora decisamente più collaborativo. E’ notizia di settimana scorsa che i ragazzi di InValcavallina sono presenti presso la nostra sede di via Suardi, per fare un “test di convivenza” tra InValcavallina e l’InfoPoint gestito dalla Pro Loco Trescore. La voglia e la freschezza di Martina e Rocco (ndr, dipendenti di InValcavallina), uniti all’esperienza ed alla passione di Dorien Brilman non possono che portare ad ottimi risultati. Non ci resta che aspettare: anche in questo caso, le basi sono state messe.

Qual è il suo attuale impegno in Pro Loco Trescore?
In questo momento, mi occupo della logistica e delle pratiche della Festa dell’Uva. Durante l’anno, invece, seguo la parte online (social e sito) della Pro Loco. Inoltre, provo a reperire finanziamenti e contributi, per cercare di creare sempre nuove iniziative, “mission impossible” di questi tempi, ma a suon di provare… qualcosa si porta a casa.

Come sarà la prossima Festa dell’Uva 2018?
Organizzare la Festa dell’Uva diventa sempre più proibitivo: la carenza di volontari, gli sponsor e le bancarelle non permettono più l’indotto precedente. I cambiamenti vanno portati un passo dopo l’altro. Seguire tutto, con così poche persone, obbliga da un lato ad “abusare” della gentilezza dei vari enti convolti (colgo già l’occasione per ringraziare l’Ufficio Tecnico del Comune di Trescore ed la Polizia Locale che sicuramente avranno fin troppa benevolenza nei miei confronti), dall’altra a cercare di fare le cose più importanti, trascurando a volte cose di seconda importanza, ma che sarebbero decisive per il salto di qualità.

Come vorrebbe che diventasse in futuro la Festa dell’Uva?
La Festa dell’Uva può avere un solo futuro: divenire un punto di riferimento per la tradizione ed i prodotti del nostro territorio. Eventi culturali e degustazioni, in questo momento pura fantascienza, spero che possano divenire realtà quanto prima.

E come vorrebbe che diventasse (o va bene così) la Pro Loco Trescore?
Pro Loco Trescore è una splendida realtà, ma, come già detto, manca di persone. Un amore superiore verso questa realtà porterebbe sicuramente beneficio alle attività del paese. Ad oggi si rischia seriamente di veder sparire più di 60 anni di storia. Personalmente, spero molto di lasciare il testimone (ndr, l’anno prossimo c’è il rinnovo delle cariche) a persone che abbiamo la voglia e l’umiltà di proseguire sulla strada di collaborazione tracciata in questi anni. Lancio un appello ai cittadini di Trescore : “Diamoci da fare!”.

T.P.