Ricorre quest’anno il 60° anniversario del martirio della Beata Pierina Morosini, giovane ragazza di Fiobbio, in Valle del Lujo, ad Albino, che su un sentiero che porta al Monte Misma fu vittima di un feroce assassinio il 4 aprile 1957. La comunità parrocchiale di S.Antonio di Padova di Fiobbio, guidata dal parroco don Michelangelo Finazzi, in collaborazione con la Diocesi di Bergamo, organizza per questa ricorrenza una serie di eventi dal titolo “Albino accoglie la Beata Pierina”, che rientra in una più ampia iniziativa celebrativa promossa nell’ambito della Peregrinazione Diocesana dell’Urna della Beata Pierina Morosini.
Già dall’8 all’11 aprile, la comunità albinese ha potuto ammirare l’urna della Beata presso la chiesa prepositurale di San Giuliano, e partecipare a diversi eventi: il 4 aprile, anniversario dell’aggressione, S.Messa alla “Cappella del Martirio”, alle pendici del monte Misma; il 6 aprile, anniversario della morte, partenza dell’urna verso l’ospedale “Papa Giovanni XXIII°”, a Bergamo; il 9 aprile, processione dalla chiesa di San Giuliano alla chiesa dei Cappuccini; l’11 aprile, S.Messa alla chiesa dei Frati e chiusura della peregrinazione.
Ma le attenzioni sono ora rivolte alla festa liturgica, organizzata dalla parrocchia di S.Antonio di Padova, a Fiobbio. Si parte venerdì 5 maggio, alle 17.30, con la S.Messa presso la “Cappella del Martirio”, sul monte Misma; quindi, alle 20.30, preghiera comunitaria nella chiesa parrocchiale di Fiobbio; e alle 21.30 adorazione notturna, fino alle 8.30 del giorno seguente. Sabato 6 maggio, festa liturgica della Beata Pierina Morosini: alle 20.30, celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Bergamo mons. Francesco Beschi. Domenica 7 maggio, si svolgerà l’iniziativa “Sui passi di Pierina”. Si parte alle 14.30, con un pellegrinaggio, a piedi, sul sentero della Betaa, partendo dall’ex-cotonificio Honegger di Albino; alle 18, chiusura dell’evento con la S.Messa al Santuario della SS.Trinità, a Fiobbio.

Chi era Pierina Morosini?
Narrare la morte della Beata Pierina Morosini sembra di scrivere e leggere una notizia di cronaca nera così frequente nel mondo di oggi. Una violenza brutale e gratuita, tanto più non riuscita, che scatena l’ira del bruto che uccide a colpi di pietra la vittima predestinata e ribelle. E’ la fine che è toccata alla beata, ma sarebbe, come già detto, solo un fatto di cronaca nera, se non si collocasse come coronamento di una vita tutta dedicata all’apostolato nelle file dell’Azione Cattolica, così diffusa e sentita in quel periodo.
Pierina Morosini nacque a Fiobbio di Albino il 7 gennaio 1931, prima di nove figli, da Rocco Morosini e Sara Noris, umili contadini. Da piccola ricevette la Prima Comunione e la Cresima nella sua frazione. Terminate le scuole elementari, si iscrisse alla locale scuola di cucito e taglio, ma poi fu assunta come operaia tessile nello stabilimento Honegger di Albino. Con il suo salario, e con tanti sacrifici, riusciva a mantenere la numerosa famiglia, visto che il padre era ormai invalido al lavoro.
Iscritta alla Gioventù Femminile dell’Azione Cattolica, partecipò alla cerimonia di beatificazione di Maria Goretti, a Roma il 27 aprile 1947: fu l’unico viaggio effettuato fuori dalla Provincia nella sua vita, ma di grande importanza, visto che la colpì molto nello spirito.
Fu zelatrice delle opere missionarie e del seminario. Ogni mattina, prima di andare al lavoro, riceveva la Comunione e, sia all’andata che al ritorno, recitava lungo la strada il Santo Rosario.
E appunto recitando il Rosario, ritornando dal lavoro il 4 aprile 1957, lungo i sentieri solitari del Monte Misma, s’imbatté nel suo carnefice. Morì due giorni dopo in ospedale senza riprendere conoscenza. Dagli stessi sanitari fu riconosciuta come una nuova Maria Goretti; e la sua tomba divenne meta di numerosi pellegrinaggi, specie dei rappresentanti dell’Azione Cattolica.
Il vescovo di Bergamo, Clemente Gaddi, il 6 gennaio 1976, avviò l’iter per la causa di beatificazione; il 10 aprile 1983 la salma venne traslata dal cimitero di Fiobbio alla chiesa parrocchiale e posta in un sarcofago di marmo bianco.
E’ stata beatificata da papa Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1987, a soli trent’anni dalla morte (ricorre proprio quest’anno il 30° anniversario della Beatificazione).

T.P.