Ci sono cose che sono presenti nella nostra vita; raramente ti chiedi da dove vengano e chi se ne prende cura, perché sono lì da sempre, solo quando le noti ti si apre una finestra su un panorama fatto di passioni e amore per qualcosa che qualcuno ha curato, pulito e aggiustato. Fatto diventar bello. Tu, fino a quel momento ci sei passato a fianco, te le sei ritrovate ma non hai mai dato valore a tutto quel lavoro. Te ne accorgi solo nel momento in cui tutto questo viene a mancare, quando più nessuno se ne prende cura.
Chi ha partecipato alla Messa di saluto ai nostri caduti per Covid, si sarà soffermato a guardare la tovaglia che addobbava l’altare decorata con numerosi nodi e stelle, argomento dell’omelia. Su tutta la lunghezza della tovaglia erano scritte, come ornamento, due preghiere in oro. Ogni nodo è legato ad una stella e si riferisce ad ogni defunto per Covid nel nostro Comune, le preghiere sono dedicate alla Madonna che scioglie i Nodi e a Dio Padre.
Scopri così che una brillante signora di 88 anni ha voluto porgere il suo saluto a chi se n’è andato nel modo in cui meglio sa farlo: una tovaglia d’altare per il giorno in cui la comunità di Albino ha salutato tutti i nostri compaesani, da febbraio a giugno questa abile signora ha aggiunto pezzi a questo capolavoro: 80 stelle, 80 nodi, 80 persone da salutare. Mani capaci, che hanno restaurato numerosi ornamenti tessili delle nostre Chiese alle quali si è dedicata da quando ha lasciato il suo lavoro di insegnante di sartoria fino ad oggi, mani che hanno dato nuova vita a pizzi rinascimentali, pizzi a tombolo, ad abiti che hanno vestito putti e Madonne nei nostri presepi e sugli altari, a cui nessuno fa più caso perché probabilmente siamo abituati a vedere le nostre Chiese già vestite, addobbate, pulite e curate.
In realtà questa cura è dovuta al senso del bello e all’abile lavoro di persone capaci, attente e sensibili, lavoro che andrà col tempo a perdersi e che quindi adesso acquista ancora più valore.
Ma niente è lasciato al caso… questa signora, è cresciuta in una famiglia in cui la bellezza e l’arte si sono sempre fatti spazio, la mamma era maestra e il padre, Felice Nani, era un operaio arrivato con i genitori dalla Valtellina. Ha lavorato come idraulico nei tempi in cui i tubi erano di rame da modellare, facendolo talmente bene da trasformare questa professione in passione, diventando sempre più richiesto per la realizzazione di vasi, fioriere, lampadari, bugie e bassorilievi che nel tempo libero faceva. Veri e propri pezzi d’arte. L’artista scultore Giuseppe Siccardi (1883-1956) gli commissionò 40 vasi, visionati dalle belle arti per il Duomo di Bergamo, ora distribuiti nelle varie chiese e fino a poco fa una gigantesca fioriera faceva bella mostra sull’altare della nostra parrocchia (molti se la ricorderanno).
Questa tovaglia così ricca di significati rimarrà come ricordo di un periodo che ci ha fatto sentire uniti, un saluto alle persone che non abbiamo potuto salutare e che ora ci guardano come fossero stelle e hanno lasciato noi con i nostri nodi da sciogliere.

CR