Si intravede la luce in fondo al tunnel. O meglio, a breve verranno tolte le sbarre che bloccano l’accesso al Fiorano al Serio che porta in Val Gandino, chiuso dal luglio dello scorso anno dopo che un mezzo pesante in transito l’aveva urtato dalla sottostante strada statale SS 671 della Val Seriana, danneggiandolo. Presumibilmente, verso la fine di questo mese, la vicenda così contorta, complessa e complicata, che ha inscenato un rimbalzo di responsabilità per mesi e mesi, è destinata a sbloccarsi: il ponte, infatti, sarà riaperto alla circolazione in un senso di marcia (dalla rotonda di Fiorano al Serio verso la Val Gandino), mentre entro il 30 giugno sarà sistemato con lavori ad hoc e completamente riaperto al traffico, con una ritrovata viabilità a doppio senso di marcia, come prima della chiusura.

Una parziale riapertura, ma pur sempre una riapertura, l’inizio della fine. Sulla qual cosa, però non sono pochi i commenti un po’ increduli delle comunità coinvolte. Certo, i sopralluoghi effettuati da Anas nei mesi scorsi hanno evidenziato la possibilità di riaprire la corsia che guarda a valle, perché le travi sottostanti sono meno rovinate, permettendo il transito, anche se solo a veicoli con peso inferiore ai 34 quintali; ed è quindi certo che gli autobus non possono transitare.

Ma forse questa opportunità si poteva “scoprire” molto prima, non penalizzando i fruitori del ponte per tutti questi mesi. Bastano alcuni sopralluoghi per tornare sicuro? Vabbè.

Comunque, si riapre, anche se in forma ridotta, con buona pace almeno per gli abitanti della Val Gandino, finora costretti ad utilizzare la sottostante superstrada per raggiungere i paesi della Media Valle.

Ma attenti, una domanda è d’obbligo: se il ponte verrà sistemato rimanendo però alla stessa altezza, non ci potrebbe essere il rischio che il problema si ripresenti con camion e mezzi pesanti di altezza notevole? Speriamo bene.

Intanto, rimangono ancora vive le richieste formulate recentemente in una lettera inviata alla Provincia di Bergamo da dieci sindaci della zona (Gandino, Leffe, Peia, Cazzano Sant’Andrea, Casnigo, Fiorano al Serio, Cene, Colzate, Gazzaniga e Vertova) e dal presidente della Comunità Montana Val Seriana, che chiedono il passaggio di proprietà del ponte alla stessa Provincia di Bergamo per poter usufruire dei possibili fondi statali e ottenere la sostituzione dello stesso viadotto.

Il passaggio di proprietà è il nodo cruciale. Infatti, anche se Anas interviene con i lavori, la strada che dalla rotonda di Fiorano sale fino allo svincolo con la provinciale della Val Gandino, è in larga parte a carico del Comune di Fiorano.

La richiesta presente nella lettera inviata a suo tempo alla Provincia di Bergamo è che il ponte torni di competenza provinciale.

In attesa di tutto questo, il presidente della Provincia di Bergamo Pasquale Gandolfi ha assicurato che darà al Comune di Fiorano al Serio un contributo di 100.000 euro, affinchè questa amministrazione comunale possa riqualificare quel tratto di strada coinvolto dalla chiusura. Come si evince è stata colta la valenza sovracomunale dell’intervento. Dichiarando, peraltro, che la provincia non può attualmente prendere in carico quella strada come provinciale, in quanto l’iter burocratico è molto complesso, ma non lo esclude