Ha ripreso la sua attività il Museo Etnografico Valle del Lujo, a Casale di Albino. Dopo due anni di chiusura, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, il Gruppo Culturale “Amici di Casale”, unitamente alla parrocchia del Sacro Cuore, hanno proposto domenica scorsa 6 febbraio “Biligocc e Boröle, incontro al museo”, intesa come manifestazione d’apertura del programma culturale 2022, dal titolo “Un museo da raccontare, tradizioni da scoprire”. L’appuntamento, allestito in modo sobrio e conviviale sul sagrato della chiesa parrocchiale, proprio di fronte al museo, è stato voluto e proposto dagli organizzatori in una data non casuale: infatti, tutti gli anni, alla prima domenica di febbraio, si è sempre allestita la “Sagra dei Biligocc”, che però, per problemi di emergenza sanitaria non si svolge dal 2 febbraio 2020. Allora è stata l’ultima volta, ma domenica 6 febbraio si è organizzato qualcosa di simile. Certo, senza il motore della grande macchina organizzativa della storica sagra, ma ugualmente con un motore che, sebbene ridotto, ha fatto sbuffare tanto entusiasmo e voglia di ripartire.

Per l’occasione, il museo ha aperto le sue porte e ha proposto ai visitatori oggetti, utensili e attrezzi della cultura contadina, visitabile per tutta la mattina.

Sotto i riflettori soprattutto la sezione “museo della frutta e delle risorse del bosco”, dove sono presenti gli attrezzi che un tempo servivano per la raccolta delle castagne, delle mele, delle noci e di altra frutta tipica della Valle del Lujo.

Durante la manifestazione, si è svolta una degustazione di castagne, in tutte le sue lavorazioni. In particolare, i “biligocc”, cioè le castagne affumicate e bollite, il più originale prodotto di trasformazione della “regina del bosco”, la castagna, che qui a Casale, e più in generale in Valle del Lujo, trova la sua terra di elezione.

Realizzato nel 1994, con sede al primo piano del centro parrocchiale, il Museo Etnografico Valle del Lujo è rimasto aperto al pubblico fino al 1997. Infatti, per mancanza di personale addetto alla custodia, è stato chiuso per una decina d’anni, aperto soltanto per le visite guidate delle scolaresche. La sua riapertura risale al 2008, nei sotterranei delle ex-scuole elementari: qui, vi rimase per quattro anni, perché nel 2012 l’edificio fu ristrutturato, diventando la “Casa della Comunità”, un centro di accoglienza per gruppi giovanili, ritiri spirituali e parrocchiali e area-feste. Trasferito nuovamente, il museo si trova ora al piano terra (ex-sala giochi) del centro parrocchiale.

 

TP