Una gita scolastica un po’ particolare. Niente pullman gran turismo per il trasferimento nelle varie località da visitare. Ma semplice forza pedatoria, cioè a piedi, camminando per 150 km, da Firenze a Siena, in cinque giorni. E’ quanto hanno fatto i prodi studenti della classe 5^ dell’indirizzo di Meccatronica dell’Isiss Valle Seriana di Gazzaniga che, accettando la sfida lanciata loro dal prof Carlo Filisetti, docente di Scienze motorie, hanno vissuto un’esperienza entusiasmante ed indimenticabile: a piedi, con lo zaino in spalla, nel cuore della Toscana, lungo alcuni tratti della storica Via Francigena, da San Miniato a Siena.

Un viaggio d’istruzione fra bellezze culturali ed artistiche, come i viandanti di un tempo, come i veri camminatori di oggi.

Prima sono giunti a Firenze in treno, poi, armati di zaino e vettovaglie, si sono incamminati a piedi, con destinazione la “città del Palio”. Come mangiare e dormire? Semplice, come i pellegrini di un tempo: nei monasteri, dove hanno trovato una calda accoglienza. Fra una tappa e l’altra, una deviazione a Poggibonsi, in visita all’azienda agricola “Le Fonti” di proprietà della famiglia Imberti di Fiorano al Serio.

Fin qui l’aspetto “podistico” del viaggio, abbastanza insolito per studenti di scuola superiore, ma l’esperienza ha toccato altre valenze, più interiori, che hanno smosso e provocato l’anima dei giovani. I loro passi nella polvere, le loro impronte sul cammino, sono diventate certamente tracce di un pensiero, di un segno, di un senso da raggiungere. Hanno camminato, ma anche inconsciamente cercato l’orizzonte lontano, che nasconde la luce dell’alba e del tramonto. Sono partiti, si sono mossi, si sono lanciati con grandi desideri, curiosità, sogni, tensioni, verso la meta, che è qualcosa che matura metro dopo metro, chilometro dopo chilometro: dall’irrequietezza e dall’ansia verso la certezza di una strada, una casa, un rifugio.

Per ora è così, ma fra qualche anno, il riandare con la memoria a questo viaggio avrà un altro senso, più profondo. Questo è il lascito dell’esperienza vissuta.

Ah, una nota tecnica. Gli studenti, oltre a misurare i chilometri percorsi, hanno contato, con un particolare strumento, anche i passi che hanno fatto: ben 200.000!

 

Luisa Pezzotta