Tutto secondo copione, verrebbe da dire. Invece, no. Le conseguenze dell’emergenza sanitaria da Covid-19 si fanno sentire anche nella frazione di Abazia, che non può allestire le Feste Patronali dei Santi Benedetto e Bernardo Abati, a cui è dedicata la chiesa, come vorrebbe. Le limitazioni, le norme di sicurezza e il distanziamento sociale hanno obbligato la parrocchia e i volontari a ripensare l’evento: certamente, a mantenerlo, ma con quei correttivi che sono obbligati dalle norme di legge sulla situazione emergenziale. Pertanto, il programma è molto ristretto, basato sostanzialmente sulla parte religiosa, con soltanto alcuni momenti di convivialità, giusto quel poco per rendere “giustizia” all’aspetto ricreativo che tradizionalmente caratterizza le feste di Abbazia. In tutto, tre giorni di festa, per richiamare la comunità all’incontro, alla condivisione, alla convivialità.
Si parte venerdì 31 luglio, alle 20.30, con una Messa in piazza, davanti alla chiesa parrocchiale, dedicata ad entrambi i Santi. Sabato 1° agosto, invece, l’appuntamento è alle 18.30, per la Messa prefestiva, dedicata stavolta a San Benedetto. A seguire, un momento conviviale, a guisa di cena frugale, su prenotazione. Per finire, domenica 2 agosto, due momenti di incontro: dapprima, alle 17.30, S.Messa in onore di San Bernardo; quindi, alle 20.30, nel chiostro, presentazione della ricerca sulle origini e la storia dell’Abbazia di San Benedetto di Albino, condotta da Davide Bortoletti, 24 anni, di Abbazia, studente presso la Libera Accademia di Belle Arti (LABA) di Brescia. Prevista la presenta dei componenti del gruppo di studio (Don Claudio Federici, Giulio Orazio Bravi, Elisa Campana, Paolo Nava), formatosi con Davide Bortoletti, per ricostruire la storia dell’Abbazia.