Addio a padre Valentino Lanfranchi, anima della “Passione Vivente” di Loreto

L’abbraccio commosso di una comunità intera si è stretto attorno a padre Valentino Lanfranchi, nativo di Colzate, appartenente all’ordine dei dehoniani di Albino, morto all’età di 82 anni il 24 febbraio scorso a Porto Recanati, nell’Anconetano, dove era stato ricoverato in ospedale per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.

 

Ultimo di otto fratelli, di cui quattro ancora viventi, padre Valentino Lanfranchi apparteneva ad una delle famiglie più illustri della Media Valle, i Lanfranchi appunto. Dopo aver svolto gli studi nella casa madre dei Dehoniani di Albino, era stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1960, a Bologna, dal cardinale Giacomo Lercaro. E poi, dopo alcuni anni, nominato parroco di Villa Musone di Loreto (Ancona), dove ha trascorso 49 anni del suo ministero sacerdotale.

Un vero pilastro della parrocchia di San Flaviano, apprezzato e stimato, grazie alle tante opere di solidarietà e di grande bontà umana che ha promosso nella sua comunità. Fra tutte, “La Morte del Giusto”, una delle processioni del Venerdì Santo più importanti e partecipate d’Italia sin dal lontano 1978: una Passione vivente messa in scena sul posto e per le vie della città, dove gli abitanti, oltre 200, sono gli attori convinti del dramma e padre Valentino il regista. Il processo si svolge in un pretorio e un palazzo del sommo sacerdote a grandezza naturale. Il tema è trattato con rigore biblico. Tutto ciò è possibile solo grazie alla preghiera autentica di un popolo unanime.

Fra le altre iniziative di cui è stato ideatore, anche il Centro Turistico Giovanile, per accogliere i ragazzi.

Sono tantissimi coloro che a Villa Musone hanno ringraziato il sacerdote, per tutto il bene che ha fatto in questi anni, soprattutto quando si recava dai malati a portare loro una parola di conforto; molti lo ricordano ancora passare per il paese con una bicicletta prima ed un vecchio motorino poi.

Certo, la piccola comunità di Villa Musone si è trasformata ed è cresciuta vertiginosamente nel tempo, ma la popolazione è rimasta sempre molto affezionata a questo sacerdote che è stato presente nelle tappe fondamentali dell’esistenza di ogni parrocchiano.

Dal 2011 si era ritirato a vita privata, lasciando la guida della chiesa di San Flaviano al confratello dehoniano padre Giovanni Berta. “Porto con me i ricordi della mia Famiglia – aveva detto in occasione del suo congedo – Le tante vite che ho accompagnato al cospetto del Signore nei giorni di festa e in quelli più tristi del ritorno alla casa del Padre. Rivivo ogni attimo di questi 50 anni a servizio dei miei parrocchiani: le 950 croci dei fratelli venuti a mancare, i bambini che ho battezzato e che ora sono signori di mezza età, quelli a cui ho insegnato per 25 anni nelle scuole”.

Anche in Media Valle moltissimi ricordano padre Lanfranchi: periodicamente i parenti si riunivano per festeggiare particolari anniversari; proprio il raduno organizzato al santuario di San patrizio, per celebrare i suoi 50 anni di sacerdozio vide la partecipazione di oltre un centinaio di persone.

Dopo la Messa funebre a Villa Musone di Loreto, ne è stata officiata un’altra a Colzate. La salma riposa presso il cimitero di Vertova, nella tomba di famiglia.

 

Giuseppe Carrara