“Adottiamo il Nuovo Oratorio”, anno terzo

Non c’è due senza tre. E così la parrocchia di S.Maria Assunta e San Giacomo Maggiore di Vall’Alta rilancia l’iniziativa “Adotta il tuo Oratorio”, per raccogliere i soldi necessari per sostenere una parte della spese della riqualificazione delle strutture dell’Oratorio. Obiettivo: 8.000 euro nel 2014.

Attenti, l’oratorio, inaugurato lo scorso anno, è costato 650.000 euro. Ma, tolte alcune donazioni e le entrate di precedenti feste popolari, la parrocchia di Vall’Alta ha contratto un mutuo di 15 anni per una cifra totale di 450.000 euro. La rata annuale è di 36.000 euro, che è stata suddivisa in quattro “gambe” di possibili introiti, ognuna di 8.000 euro: due “gambe” coperte dalle feste annuali, un’altra “gamba” coperta dalle entrate del bar dell’Oratorio e una quarta “gamba” che deve essere sostenuta proprio dal progetto “Adotta il tuo Oratorio”.

“L’adozione – come viene ben specificato in un documento informativo presente sul notiziario parrocchiale “Grandangolo” – dura un anno, con possibilità di rinnovo; può essere fatta con versamento mensile, trimestrale o appunto annuale. Tre le possibili soluzioni: 3 euro, 5 euro, 10 euro. I volontari possono compilare un modulo e consegnarlo al parroco o imbucarlo nel bussolotto che si trova in chiesa parrocchiale o in oratorio. Ovviamente, è possibile fare anche un’offerta una tantum”.

“Finora, la risposta della comunità è stata buona – spiega il parroco don Daniele Belotti nel documento informativo – Un buon aiuto alla copertura delle spese viene proprio dalle adozioni mensili, periodiche e annuali, che anche quest’anno si sono avvicinate al traguardo degli 8.000 euro. E un ringraziamento va a tutti i volontari che si danno da fare per il buon funzionamento della struttura dell’Oratorio e, in particolare, ai nostri magnifici “operai”.

Coraggio, anche se il debito rimane, in realtà manca “poco” al raggiungimento dell’obiettivo che ci eravamo prefissati quando iniziammo a pensare ai lavori di ristrutturazione in oratorio. Siamo quasi pronti per dar via ad altre opere se ci sosteniamo a vicenda”.

 

Sara Nicoli