Tempo di festeggiamenti per la grande “Croce in ferro” che campeggia sopra Casale di Albino. Sono ormai 30 anni che la “Croce” svolge il suo onorato servizio, accompagnando la vita delle comunità parrocchiali di Casale, Dossello e Abbazia, in Valle del Lujo, e di Gaverina Terme, in Val Cavallina. Era, infatti, il 5 agosto 1992, quando, su iniziativa del compianto mons. Aldo Nicoli, le quattro comunità decisero di innalzare questo monumento religioso, a protezione delle quattro comunità vallari.

“Le comunità di Casale, Gaverina, Dossello e Abbazia posero in sostituzione della piccola croce in legno: 5 agosto 1992”. Questa la frase che si legge scolpita sulla grande roccia che sta alla base della “Croce in ferro”, svettante sulla frazione di Casale e sull’intera Valle del Lujo da un’area verde recintata che rappresenta il capolinea del sentiero (“Mulattiera della Croce”) che sale da Casale in direzione del Passo del Colle Gallo. Una croce che ormai da trent’anni è il simbolo di Casale, impossibile da non notare, posta, sulla sinistra, dopo il guardrail, proprio in fondo ad un lungo rettilineo della strada provinciale SP 39 “Albino-Casazza”, prima di una curva a destra, che innesta gli ultimi 600 metri della mitica “salita del Colle Gallo”, ben conosciuta dai ciclisti bergamaschi, ma anche dai pellegrini che salgono al Santuario della Madonna della Neve; e ben visibile anche di sera, grazie ad un faro che la illumina dal basso, dandole, con il suo candore, una severa bellezza.

Certo, la croce fu posizionata in quell’area nell’estate del 1992, ma la sua storia risale a una decina di anni prima. Siamo al 26 aprile 1981, papa Giovanni Paolo II è in visita in Bergamasca, dapprima a Sotto il Monte, paese natale di Papa Giovanni XXIII, e poi a Bergamo. Proprio per l’occasione, furono realizzate due croci in ferro, uguali per forma e altezza: una per la Messa del papa polacco a Sotto il Monte, che ancora oggi fa bella mostra nell’area chiamata “Altare Giovanni Paolo II”; l’altra, per la Messa che papa Wojtjla ha celebrato a Bergamo, in Sant’Agostino, alla Fara.

La “Croce in ferro” di Casale è una delle due “croci gemelle”, depositata per anni in vari cantieri, fino a quando mons. Aldo Nicoli, a quei tempi, dal 1986 al 1992, parroco di Casale, la portò in Valle del Lujo, diventando così il simbolo della comunità di Casale.

Per prepararsi a celebrare il 30° compleanno, già lo scorso anno la croce fu sottoposta ad un intervento di restyling conservativo, ricolorata con la tinta originaria, il bianco. Il tutto grazie a due imprese locali, ai volontari dell’associazione “Insieme per don Aldo” e agli alpini di Comenduno e della Valle del Lujo.

Il colpo d’occhio è molto forte: per automobilisti, ciclisti, escursionisti e pellegrini. In programma, ad agosto, un momento celebrativo, mentre dal prossimo autunno partirà il progetto per la realizzazione di una “Via Crucis” lungo il sentiero.