Ristobio self-service ad Alzano Lombardo in collaborazione con la dottoressa Marilisa Molinari ha organizzato, così come lo scorso anno un interessante evento, che ha riscosso molto successo ed apprezzamento da tutta la clientela. Presso il self-service sono state realizzate delle aree esterne dove è possibile osservare e sperimentare con tutti i sensi alcune particolari specie di erbe aromatiche, dal classico basilico, rosmarino e salvia, a diverse varietà di timo, salvie e mente tutte commestibili. Sono stati piantati anche particolari varietà di peperoncini tra cui peperoncino fuoco della prateria, cayenna corto, scorpion giallo e tanti altri.

Sabato 30 maggio è stato inaugurato il “giardino aromatico” e sono state presentate tutte le varietà coltivate. Grazie alla presenza della dottoressa Marilisa Molinari, che da anni organizza incontri di approfondimento sulle erbe di campo, sono state presentate anche le varietà che possiamo trovare facilmente nei nostri prati (tarassaco, silene, erba cipollina, aglio orsino…). Dopo aver illustrato, toccato, annusato e osservato è arrivato anche il momento dei sapori, tutti da gustare in semplici ricette. Dopo un’attenta spiegazione sono state offerte a tutti i partecipanti semplici assaggi di crostoni con ricotta ed erba cipollina, frittate con tarassaco, sciroppo di lampone con foglie di menta.

Ma non è finita qui, sarà possibile per tutto il mese di maggio e giugno assaggiare altri piatti presso il nostro self.-service. Ecco qui riportate le proposte del nostro chef Luigi Vegini.

Ora la parola alla Dott.ssa agronoma Marilisa Molinari:

“La scelta di coltivare alcune specie erbacee ha relegato le altre al ruolo di “erbacce” ma tra queste, le erbe commestibili sono numerose e sorprendenti per le loro proprietà nutritive e a volte anche curative.

In campagna le donne raccoglievano erbe spontanee per arricchire una mensa spesso povera.

Nelle valli bergamasche all’inizio della primavera quando le riserve di farine erano agli sgoccioli si cucinava una minestra chiamata viarol composta da una decina di erbe tra cui: foglie di primula, ortica, caglio, ed altre, che dipendevano dalle zone di raccolta ma in particolare da ciò che si riusciva a reperire.

A cosa si deve il rinnovato interesse per la raccolta di erbe spontanee commestibili?

Primariamente alla percezione del rischio della perdita di un’antica conoscenza che legava indissolubilmente la vita dell’uomo a quella della natura e delle stagioni, cultura che sino agli anni del processo di abbandono della montagna veniva tramandato di madre in figlia. Questo “sapere” che poche volte era affidato agli scritti ma divulgato oralmente si è andato velocemente dissolvendo insieme alla “cultura contadina”. Ma di erbe selvatiche oggi ci occupiamo anche perché siamo preoccupati dal’incombente problema della “erosione genetica” della estrema semplificazione del panorama botanico al quale dedichiamo le nostre attenzioni.

La nuova cucina del resto chiede di rivolgere l’attenzione a “nuove proposte gastronomiche” magari riscoprendo quelle antiche, un’attenzione al passato che trova nuovi stimoli nel presente e immagina un futuro più ricco di sapori e di nutrienti sani.

Il consumatore, infine, è catturato dal desiderio del prodotto agricolo a Kmzero e se parte di questo prodotto proviene dall’erba di casa sua, tanto meglio!”