Alberto Bombassei, presidente della brembo, incontra gli studenti del Romero

“Le parole che fanno sperare: lavoro, industria, e tecnologia. I mondi collegati”. Questo il titolo dell’incontro che gli studenti dell’Isis “Oscar Romero” di Albino hanno avuto, il 14 marzo scorso, preso l’aula magna dell’istituto, con Alberto Bombassei, un imprenditore italiano di grande successo, presidente della Brembo S.p.A. Una grande occasione, per poter riflettere concretamente sul futuro degli studenti, sulle prospettive occupazionali, sui settori industriali emergenti.

 

L’incontro si è aperto con una riflessione riguardante l’immagine dell’industria che oggi emerge in Italia. Questa immagine, che si riflette negli occhi dei giovani, secondo Bombassei è negativa, perché il lavoro all’interno dell’industria è visto ancora come un lavoro pesante e sfiancante, che non porta ad una carriera o al successo. Eppure, oggi il 25% del fatturato italiano proviene dalla manifattura, quindi l’industria italiana ha ancora molte possibilità di tornare a fiorire e fare la differenza sul mercato internazionale, una volta superata del tutto la crisi economica ancora in atto.

Proprio la Brembo S.p.A. è un grande esempio di come l’Italia non si abbatta davanti alle difficoltà e cerchi di tirare fuori il meglio di sé nei momenti di maggior difficoltà. Non per nulla, oggi, la Brembo S.p.A. è una grossa società, conosciuta ed apprezzata a livello  internazionale, ma anch’essa un tempo ha cominciato da zero. Tutto cominciò nel 1961 quando venne aperta, all’interno di una stalla, un’officina meccanica, simile a tante altre, a gestione famigliare e di piccole dimensioni. Fortuna volle che proprio quell’officina avesse un grandissimo successo, specializzandosi nel settore della produzione dei freni e successivamente entrando anche nel mondo delle corse automobilistiche. Collaborò con Alfa Romeo, di cui divenne fornitrice, e con la Ferrari, con cui ancora oggi mantiene rapporti di fornitura.

La fortuna in questo lavoro aiuta, ma non basta; servono soprattutto capacità di gestione, di organizzazione e di convinzione per poter ottenere gli obiettivi che ci si è prefissati. Questo probabilmente è ciò che ha portato quella piccola officina meccanica a diventare la prima fornitrice di freni a livello mondiale.

Negli anni, poi, è divenuta sempre più grande e dal mercato nazionale è passata a quello internazionale, ma dai suoi manufatti emerge sempre la qualità, la passione e l’attenzione ai dettagli che permette di differenziare un prodotto italiano da uno proveniente dall’estero. Da sottolineare è che il primo punto di forza della Brembo è l’impegno che essa pone nella ricerca e nello sviluppo dei propri prodotti, destinandovi fino al 5% dell’utile annuale. Questo è molto importante per essere competitivi con le altre imprese internazionali, per “stare sempre al passo con i tempi”, per poter dimostrare che anche in tempo di crisi non ci si blocca e non ci si chiude in un guscio di protezione, ma si cerca di proiettarsi verso il futuro, anche rischiando.

Oggi, è difficile pensare di fare progetti per un futuro stabile, trovare un lavoro a tempo indeterminato, costruirsi una famiglia e vivere serenamente la propria vita. Questi buoni propositi sono stati abbandonati da molti giovani che preferiscono vivere alla giornata, svolgendo piccoli lavoretti per poter guadagnare e risparmiare, dove possibile, una piccola somma di denaro. Bombassei, dalla sua lunga e ricca esperienza nel mondo industriale e in quello della politica, insegna che non ci si deve fermare di fronte alle difficoltà, che il lavoro non si potrà esaurire, che ci saranno sempre delle possibilità.

Nella vita non è tutto dovuto: per poter arrivare ai propri obiettivi e realizzare i propri sogni, bisogna rischiare e a volte sbagliare, perché dai propri errori poi ci si può rialzare e ricominciare da zero. I sogni sono le fondamenta per ottenere, successivamente con il lavoro, quello che si pretende dalla vita.

Istruzione e ottime competenze sono molto importanti, soprattutto per le nuove generazioni, per poter svolgere il lavoro in cui si vuole far carriera. Le imprese oggi cercano questo: persone competenti e specializzate, ma soprattutto con la voglia di svolgere un ottimo lavoro, di mettersi in gioco in un mondo che è tanto grande quanto piccolo.

Bombassei spiega che bisogna iniziare a entrare nell’ottica del 4.0, questa “quarta Rivoluzione Industriale”, in cui si vedranno le macchine interagire tra di loro.

Viene probabilmente spontaneo porsi la domanda “Ma l’uomo in tutto questo che ruolo ha?” Essa potrebbe spaventare, perché se gli oggetti potranno “comunicare tra loro” l’uomo rischia di non essere più utile nel mondo del lavoro, soprattutto nell’industria. Proprio per questo motivo gli individui dovranno imparare ad essere sempre un passo avanti alle macchine, per continuare a comandarle e mantenere ognuno il proprio lavoro. Si dovrà imparare a specializzarsi anche in questo campo; i giovani quindi hanno la possibilità di intraprendere questa nuova strada, verso l’innovazione e la sperimentazione tecnologia.

Parlando di tecnologia, durante l’incontro si è fatto riferimento al progetto del cosiddetto “Kilometro Rosso”, un centro di ricerca e sviluppo in cui si ritrovano e lavorano imprese, ricercatori e progettisti provenienti da tutto il mondo. È stato fondato nel 2002 e già nel 2004 la Brembo vi partecipava attivamente, aprendo la strada a nuovi posti di lavoro in tutti i reparti che opera all’interno del Parco Scientifico.

Tutte queste opere e tutti i progetti proposti dalla Brembo, ma anche da altre imprese italiane e non, devono essere uno stimolo per i giovani che hanno bisogno di credere in un mondo e in una situazione futura migliore. Spesso si sente dire che in Italia non ci sono più possibilità, che le nuove generazioni faticano tutt’ora a trovare lavoro. La situazione deve cambiare perché la speranza per un futuro più prospero non si fonda sui rimpianti per il passato ma sulla fiducia che i giovani, come tutti i cittadini, devono porre nelle istituzioni e nell’economia.

Le parole di Bombassei serviranno di stimolo per poter credere nel futuro e in un futuro di lavoro, per una vita realizzata.

 

Chiara Rossi, 4^D