Albino e Gazzaniga (e anche Clusone), questi i “borghi felici” della Bergamasca

Una bella notizia, di quelle che fanno bene a tutti, non fosse altro che per le prospettive di socialità che innesca. Sfogliando la classifica dei “Borghi felici 2015”, elaborata dal Centro Studi Sintesi per il Sole 24 Ore, che mette i fila i Comuni con una popolazione tra i 5.000 e i 50.000 abitanti, dove si vive il miglior compromesso tra le dimensioni economiche, sociali, ambientali e di welfare, si può notare che c’è anche un po’ di Bergamasca, anzi di Val Seriana.

 

Nella graduatoria, la cui base di partenza è costituita dagli 8.047 Comuni italiani riconosciuti dall’Istat fino ad arrivare ad una più stretta selezione di soli 158 Comuni, ci sono tre Comuni bergamaschi: Clusone al 94° posto, Albino al 99° e Gazzaniga 125°. I primi, manco a dirlo, sono tre Comuni della provincia di Bolzano, in Alto Adige: Brunico (medaglia d’oro per il secondo anno consecutivo), Vipiteno ed Egna.

Effettivamente, hanno fatto meglio i cugini bresciani, con Sirmione settima, Manerba decima, Iseo quattordicesima. Ma ci sono anche Desenzano (45^ posizione), Passirano (46^ posizione) ed Erbusco (72^ posizione).

Come detto prima, ecco arrivare poi i nostri Comuni seriani: Clusone, Albino e Gazzaniga. Certo, in posizioni di media importanza, ma pur sempre in classifica, unici Comuni bergamaschi su un lotto di 158 Comuni. Un fatto importante, qualificante, che esalta la nostra realtà seriana. In particolare, Albino porta con sé un’ottima 32^ posizione alla voce “Salute”, mentre Gazzaniga, alla stessa voce, è 54^. Meglio Gazzaniga in tema di “Partecipazione alla vita politica”, con un fantastico 15° posto.

La classifica dei “Borghi felici” viene realizzata in due fasi. La prima selezione, che riduce drasticamente il lotto dei partecipanti ai 158 Comuni finalisti, è frutto di una scelta accurata basata su 16 parametri legati alla qualità della vita in versione Stiglitz-Sen-Fitoussi, un indicatore basato non solo sul reddito (il Pil), ma anche sulle variabili date dal benessere economico e sociale, dalla qualità dell’ambiente, dagli indicatori di felicità (il Bil). Per ciascun indicatore, poi, sono stati esclusi gli “outlier”, ovvero i Comuni con valori troppo alti o troppo bassi nelle variabili considerate.

A questo punto, e siamo alla seconda fase, i 158 Comuni rimasti sono stati analizzati sulla base di 47 indicatori, suddivisi in otto aree tematiche (condizioni di vita materiali; istruzione e cultura; partecipazione alla vita politica; rapporti sociali; in/sicurezza; ambiente; attività personali e salute), utilizzando gli ultimi dati disponibili nelle principali fonti statistiche (Istat, Ministero dell’Interno, Infocamere, ACI e Banca d’Italia).

 

Andrea Bonomi