Addio a Carla Fracci, l’icona assoluta della danza classica, la “Prima ballerina assoluta”, come la definì nell’81 il New York Times. La ballerina più famosa del mondo è morta a 84 anni, stroncata da un tumore che l’aveva colpita da tempo. “Con la sua eleganza e il suo impegno artistico, frutto di intenso lavoro, ha onorato il Paese”, questo il commento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E, in effetti, il mondo della danza perde con Carla Fracci un prezioso e indimenticabile riferimento. Nella sua carriera ha interpretato oltre 150 ruoli nel balletto classico: dalla sua celeberrima Giselle alla commovente Giulietta, volteggiando in coppia con Rudolf Nureyev, che incontrò nel ’63 e con cui strinse un sodalizio durato 20 anni, con Mikhail Baryshnikov, con Vladimir Vassiliev, con gli italiani Amedeo Amodio, Paolo Bortoluzzi, Roberto Bolle; ed esibendosi nei più grandi teatri, dall’Opera di Parigi al London Festival Ballet, al Sadler’s Wells Ballet, allo Stuttgart Ballet, al Royal Swedish Ballet, fino all’Auditorium Comunale di Albino.
Ebbene, sì. Era il novembre 2017, l’auditorium era gremito in ogni ordine di posto, per l’evento benefico “Sì, danza”, organizzato da Andrea Fassi, a favore dell’Associazione Amici dell’Oncologia Val Seriana Val Valle Cavallina. Ad un certo punto, sul palco salì lei, Carla Fracci, la grande ballerina milanese, la diva del balletto italiano, la madrina dello spettacolo, presentato dal Liceo Coreutico “A.Locatelli” di Bergamo, di cui da due anni era direttrice artistica: tutti in piedi a tributarle un lungo applauso e lei, con eleganza e naturalezza, a contraccambiare il saluto, abbozzando anche un’improvvisata corsa sul palco in arabesque, sorridendo e…, mettendosi in “prima posizione”.
Fiera dei suoi, allora, 81 anni, venne presentata e intervistata dal noto giornalista e musicologo Fabio Santini, che riuscì a farle snocciolare alcuni aneddoti sulla sua vita. “Sono qui in mezzo a voi, perché amo la danza – disse allora – Per me ha significato tanto, è stata la mia vita, mi ha accompagnata in tutti questi anni, anche ora che ho una certa età; ed ecco perché sono qui, ancora in “prima posizione”, con umiltà”.
Al che, dall’auditorium si levò una standing ovation, con applausi scroscianti, che ulteriormente stimolarono la “signora del balletto” al racconto della sua vita: il papà tranviere e la visita al deposito dell’ATM; l’infanzia trascorsa nella campagna lombarda, sfollata dalla sua Milano per la guerra; l’ingresso alla Scuola di ballo del Teatro alla Scala; i trionfi con l’American Ballet Theatre; i palcoscenici più importanti del mondo; i duetti con i più grandi ballerini. Brevi accenni, ma significativi di una carriera intensa e luminosa, ricca di successi. Ma anche di collaborazioni, per promuovere la danza e portarla a tutti, soprattutto ai giovani, con vari progetti.
Come appunto quello di direttrice artistica al Liceo Musicale e Coreutico di Bergamo, unico in provincia di Bergamo e secondo (con quello di Busto Arsizio) in tutta la Regione Lombardia, chiamata in cattedra dal preside Giuseppe Di Giminiani, e lavorando in sinergia con la prof.ssa Elena De Laurentiis, grande professionista, regista e coreografa dell’evento.
“Ricordo che è stato un grande spettacolo – afferma Andrea Fassi, organizzatore dell’evento – Non capita tutti i giorni di avere ad Albino un ospite di così grande valore internazionale. Sono ancora molti quelli che ricordano quella serata: la grande Carla Fracci ad Albino! Chi l’avrebbe mai detto. Eppure, con l’umiltà e la disponibilità che l’hanno sempre contraddistinta, accettò l’invito, per sostenere la causa benefica e per promuovere la danza fra i giovani, un obiettivo che ha sempre perseguito nella sua vita. Circa l’evento, poi, Carla Fracci era molto contenta dell’accoglienza ricevuta ad Albino, e quella sera, come in altre occasioni in cui ho avuto il piacere di incontrarla, ha più volte manifestato la volontà di volerci tornare; ci teneva tanto a questo”.
Applauditissimo il saluto finale che Carla Fracci lanciò al pubblico durante quella serata albinese: “Questo spettacolo è una grande opportunità per i giovani studenti del Liceo Coreutico. I giovani, le nuove leve, devono avere la possibilità di calcare il palcoscenico, di esibirsi davanti al pubblico: solo così possono respirare l’atmosfera del teatro, che fa crescere a livello formativo e umano”.
“Volevo tantissimo che fosse lei a curare la direzione artistica del nostro Liceo Coreutico – ricorda commosso il preside del Liceo Musicale e Coreutico (anche dell’Istituto Aeronautico “A.Locatelli”) Giuseppe Di Giminiani – L’ho corteggiata per un anno, invitandola anche alla festa che organizziamo per la consegna dei diplomi; e alla fine ha accettato. Ero felicissimo: Carla Fracci non era di certo una persona che diceva di sì al primo che capitava. La sua collaborazione è durata sette anni: anni fantastici dal punto di vista professionale, anni fortunati per le ragazze che hanno avuto la fortuna di lavorare con lei. Ma soprattutto anni carichi di umanità e amicizia: ero quasi un figlio per lei, sempre disponibile, affettuosa, sincera. Ha lasciato un vuoto enorme, incolmabile. E’ stata per la danza quello che Maradona è stato per il calcio”.

T.P.