Nato a Gazzaniga nel 1975 e residente a Nembro (ma fino a due anni fa a Cene, zona Monte Bue), Alessandro Belotti è dallo scorso aprile, dopo le ultime elezioni, il Rappresentante di Polo di Confartigianato Imprese Bergamo, la principale organizzazione provinciale di rappresentanza sindacale dell’artigianato e della piccola impresa, importante punto di riferimento per tutto il mondo artigiano, che ha la sua sede operativa in via Mazzini 202-204.
Diploma di licenza media, una prima esperienza lavorativa fino alla maggiore età, nel 1995, a 20 anni, dopo aver svolto il servizio di leva, è costretto a guidare, insieme al fratello Mauro, l’impresa edile di famiglia, viste le precarie condizioni di salute del padre Adelino. Da lì, un crescendo imprenditoriale, che lo porta ad implementare la sua attività, ora ben operativa in ambito provinciale, regionale e addirittura nazionale.
Andando a scoprire la storia imprenditoriale di Alessandro Belotti, Paese Mio intende sondare anche l’attività di Confartigianato Imprese Bergamo, in particolare la sua presenza sul Comune di Albino.

Come è arrivato ad essere artigiano?
Un percorso lunghissimo, iniziato tanti anni fa, quando ero ancora piccolo. Papà era artigiano, e spesso mi portava con sé, quando doveva andare alla delegazione di Gazzaniga. E’ lì che ho incontrato l’allora Associazione Artigiani. Poi, col tempo, mi sono avvicinato ai servizi che offriva l’associazione, perché percepivo che nella mia attività mancassero molte competenze. Il tutto, di pari passo con l’evoluzione del settore edile, che imponeva nuove conoscenze a livello tecnico e dei materiali, nuove capacità e abilità, ma soprattutto una rinnovata professionalità, a livello organizzativo e gestionale.

Cosa ha fatto per ridurre questo gap?
Semplice, sono andato a scuola. O meglio, sono ritornato sui banchi di scuola. Sentivo che avevo bisogno di informazioni, nozioni, conoscenze. Così, dal 2007 al 2010, presso l’università di Bergamo, ho frequentato la SDART (Scuola per Dirigenti Artigiani), un percorso di alta formazione ideato dall’associazione con la SdM School of Management dell’Università di Bergamo, che aveva l’obiettivo di fornire agli associati le informazioni e le competenze per ottimizzare la gestione della propria attività, crescendo come imprenditore e come persona. In tutto dieci lezioni annuali in due anni di corso a cadenza mensile, che mi hanno dato tanto, in termini di crescita tecnica e personale. Ma volevo ancora di più E così nel 2013 ho frequentato un corso di internazionalizzazione d’impresa, presso la Facoltà di Ingegneria di Dalmine: un percorso formativo che aveva come principale obiettivo quello di formare operatori in grado di avvicinarsi ai processi di internazionalizzazione d’impresa; il tutto, con un approccio innovativo e business-oriented, mirante ad approfondire le dinamiche dei mercati internazionali. E anche un corso di formazione per costruzioni e ristrutturazioni a risparmio energetico, per case in classe A e R. Tutto questo perché mi mancavano le giuste competenze che la nuova figura di imprenditore richiede, per essere in linea con le esigenze del mercato.

Oltre ai servizi, poi, ha conosciuto anche la struttura dell’Associazione Artigiani…
Mi sono iscritto all’Associazione Artigiani nel ’98; poi, piano piano mi sono lasciato catturare dalla sua organizzazione. Così, dal 2003 ho fatto parte come consigliere del Gruppo Giovani Artigiani, fino al 2015. Intanto, sono stato anche consigliere dell’Area Costruzioni, per otto anni; e, nel secondo mandato del presidente Angelo Carrara ho fatto parte del consiglio di Confartigianato Imprese Bergamo.

E, ora, quale incarico ricopre?
Dallo scorso 21 aprile, dopo le elezioni che hanno portato Giacinto Giambellini a diventare presidente, subentrando ad Angelo Carrara, faccio parte del Consiglio Direttivo di Confartigianato Imprese Bergamo, insieme ad altri 26 consiglieri. Un direttivo contraddistinto da un significativo rinnovamento, con una massiccia presenza di giovani e donne. Una squadra completa e ben strutturata, che cercherà di confermare gli ottimi risultati certificati dal rendiconto consuntivo 2016 che l’associazione ha illustrato proprio in occasione della 72^ Assemblea Generale del 21 aprile. Un bilancio che evidenzia una gestione solida e in salute.

Qual è la “territorialità”, cioè il raggio d’azione del polo di Albino dei Confartigianato Imprese Bergamo?
Il Polo di Albino, dal punto di vista territoriale, è così strutturato: l’ufficio centrale del polo è ad Albino, poi ci sono le delegazioni di Gandino e di Gazzaniga ed un recapito a Selvino. Fanno capo all’ufficio di Albino i Comuni di Nembro, Pradalunga, Selvino e Aviatico, e naturalmente lo stesso Albino. Fanno capo all’ufficio di Gazzaniga i Comuni di Cene, Fiorano, Vertova, Colzate, e naturalmente Gazzaniga. Fanno capo all’ufficio di Gandino i Comuni di Leffe, Cazzano, Castigo, Peia e appunto Gandino
Possiamo riassumere che il territorio “coperto” è quello della bassa e media Valle Seriana. Quest’area conta circa 2.300 artigiani iscritti all’Albo.

Qual è l’attività del Polo di Albino?
Come su ogni altro territorio dell’intera provincia, e in linea con gli obiettivi di Confartigianato Imprese Bergamo, il Polo rappresenta e difende gli interessi degli artigiani della zona. In particolare, cerca di dare risposte ai tanti problemi che l’artigiano deve affrontare quotidianamente nella sua attività, attraverso innumerevoli servizi: contabili/fiscali, finanziari, legali, previdenziali ed assicurativi, sanità, gestione del personale/paghe, sindacale e contrattuale, ambiente e sicurezza, formazione, tecnologia ed innovazione, internazionalizzazione, marketing e sviluppo, seminari e convegni aree di mestiere. Gli imprenditori trovano in noi non solo delle competenze particolarmente all’avanguardia, ma anche quella dimensione di comprensione umana, di condivisione delle loro esigenze che possono trasformare un servizio, sia pure competente, in una vera occasione di rilancio e di sviluppo.

Quali sono i suoi obiettivi?
Dobbiamo essere vicini agli artigiani; le problematiche sono complesse, serve una maggiore vicinanza. Gli artigiani devono percepire una concreta presenza dell’associazione che li rappresenta. Un’associazione che sia per loro una guida sicura, per affrontare con serenità le sfide di un mondo in continua evoluzione. Certo, il compito è molto impegnativo: ma è soltanto così, andando verso di loro, aiutandoli nelle incombenze quotidiane, sostenendoli magari nei momenti di crisi, che possiamo essere veramente loro rappresentanti. Dobbiamo farci carico dei loro problemi, dei loro intoppi burocratici; dobbiamo fornire informazioni tecniche e normative, dare preziosi consigli. I nostri uffici di Albino sono a loro disposizione, per tesserati e non; il personale ha grande preparazione e competenza. Il Polo di Albino è forte di un direttore e di sei dipendenti, oltre ad altri due dipendenti che si alternano a Gandino, Gazzaniga.

Qual è il suo sogno nel cassetto?
Vedere il Polo di Albino crescere ancora di più. Il consiglio di Polo è formato da otto consiglieri eletti, più il Rappresentante di Pol, e si riunisce ogni mese, aperto a tutti. Mi piacerebbe che il numero dei partecipanti alle riunioni crescesse sempre di più.

Tiziano Piazza