I piedi sono ben piantati a terra, ma lo sguardo di Mattia Cattaneo è rivolto appena sopra l’orizzonte. Per guardare più in là di quella linea dove sembra che tutto finisca, per controllare i suoi sogni e vedere se sono più vicini.
Nato a Trescore, ma residente a San Paolo d’Argon, Mattia Cattaneo ha 29 anni, è laureato in Scienze della Comunicazione, adora la montagna e la natura, lavora come assistente educatore presso una cooperativa, ma soprattutto è poeta e scrittore. Ha già pubblicato, nel 2015, alcune poesie, presso una collana di poesia contemporanea, edita da Pagine edizioni, dal titolo “Riflessi”. Ma in questi due anni ha pubblicato anche due libri, e dietro l’angolo c’è un altro volume, arricchito da sue fotografie.
Ma vediamo chi è Mattia Cattaneo, andiamo a conoscerlo meglio.

Cos’è per lei scrivere?
La passione per la scrittura inizia dalla scuola. Lì, mi piaceva molto creare storie, la fantasia non mi è mai mancata; anzi, quando c’era un tema da fare, ero molto contento, lì potevo esprimere tutto quello che avevo dentro e che avevo da dire. Trovo che ognuno di noi ha una propria poesia al suo interno; è difficile da esternare, senza ombra di dubbio, molti lo fanno con le parole, altri con la musica o la pittura. La poesia è custodita nel cuore e se lasciassimo, a volte, parlare più quella della ragione… chissà forse anche il mondo sarebbe completamente diverso. Scrivo per dar voce alle mie sensazioni, alle mie emozioni, che possono essere condivise con chi legge e magari il lettore può immedesimarsi in determinati contesti e sensazioni che l’autore sta esternando. E’ sempre un po’ difficile dar voce alla propria interiorità. Penso proprio che scrivere, soprattutto poesia, sia un qualcosa di innato e che poi si può sempre perfezionare.

Cosa ha pubblicato finora?
Ad oggi, oltre a “Riflessi”, ho pubblicato due titoli: “Dritto al cuore” nel 2016, edito da Antologica Atelier; e “La luna e i suoi occhi”, nello scorso mese di marzo, sempre edito da Antologica Atelier. I due libri differiscono su certi aspetti. “Dritto al cuore” è un libro puramente romantico, dove la metafora e il verso spezzato danno un grande ritmo al componimento. Sono poesie prettamente d’amore, dove si vuol sottolineare il sentimento forte verso la persona amata. “La luna e i suoi occhi”, a distanza di un anno, riassume varie tematiche, anche molto più profonde e introspettive, dai tormenti, alle domande esistenziali, ai ricordi, al passato, velate anche da un sentimento di malinconia. Sono proposte, inoltre, due poesie “sociali”, molto forti, ovvero una dedicata alle vittime del femminicidio e una invece rivolta alla Shoah ebraica.

Qual è il suo obiettivo di poeta?
Il mio obiettivo è quello di portar i miei libri dove me ne venga data l’opportunità. Sto diffondendo ad ampio raggio “La luna e i suoi occhi” soprattutto, perché racchiude come dicevo tematiche molto ampie. Ad oggi ho presentato il libro nel lecchese: a Carenno, il 25 giugno; a Monte Marenzo, l’8 ottobre; e a Valmadrera, l’11 novembre. I miei libri sono anche catalogati e disponibili presso la biblioteca di San Paolo d’Argon, che mi ha inoltre dato l’opportunità di presentarli il 2 febbraio 2018. Prima, però, sarò anche a Brusaporto, il prossimo 24 novembre, presso la Biblioteca Centro Culturale; e il 27 gennaio 2018, a Martinengo. In alcune presentazioni sarò accompagnato dall’amico attore-narratore Carlo Arrigoni, per me un mentore, con cui spesso collaboro in varie letture sceniche.

Quali sono i suoi progetti futuri?
Beh, naturalmente continuare a presentare il mio libro, ove sia possibile, mentre tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 dovrei realizzare un terzo libro, ancora più completo, magari con miei scatti fotografici. E poi c’è un sogno nel cassetto: quello di fare una lettura teatrale o anche solo una presentazione del mio libro non solo con l’amico Carlo, ma anche con un attore torinese, celebre al pubblico delle soap, con cui sono in contatto, ovvero Fabio Mazzari (Alfio Gherardi, in “Vivere”). Chissà, prima o poi, magari…

Ti.Pi.