Temporali violenti, rovesci di forte intensità, grandinate e raffiche di vento. Il nubifragio di martedì 14 giugno ha messo in ginocchio parecchi paesi della Bergamasca, apparsi fragili e impotenti di fronte all’accanirsi degli strali di Giove Pluvio. E anche Albano Sant’Alessandro ha dovuto subire questa ondata di acquazzoni torrenziali, che hanno colpito con violenza soprattutto il torrente Zerra, punto critico del territorio comunale, che, già gonfio per le precipitazioni dei giorni precedenti, è esondato: fango, detriti, acqua hanno superato gli argini e invaso il paese, allagando cantine e appartamenti, garage e giardini.

Fin qui la cronaca, ma già dall’anno scorso, dopo l’esondazione di allora l’amministrazione comunale aveva iniziato a monitorare le zone più critiche del territorio, affrontando il problema in maniera oculata, per evitare soluzione sbagliate e spese inutili. E così, per la prima volta, aveva affidato ad un geologo, il dottor Marsetti, lo studio del fenomeno e gli interventi mirati da effettuare.

Il geologo aveva suggerito due tempi di intervento – spiega il sindaco Maurizio DonisiUna serie di interventi da realizzare nel breve periodo e di più facile attuazione, e altri nel lungo periodo, tali da richiedere la collaborazione di altri Enti sovracomunali e direttamente preposti e somme ingenti. Pertanto, da subito, si è provveduto a pulire con escavatori la roggia, a programmare la pulizia di tombini e cunette e, nell’ambito dell’iniziativa “Fiumi puliti”, tenere puliti gli alvei dei corsi d’acqua da boscaglia e piante. In alcuni casi, abbiamo fatto intervenire anche i Vigili del Fuoco. E sono stati forniti, a suo tempo, anche sacchi di sabbia e paratie di legno ai cittadini in caso di necessità. Lavori più importanti sono stati previsti con lo STER (ex-Genio Civile, ufficio preposto da Regione Lombardia) e riguardano l’allargamento dell’alveo del torrente Zerra in alcuni punti critici (circa 100.000 euro di lavoro a loro carico): questi verranno realizzati proprio in questi giorni. Altri interventi, invece, a carico del Comune, riguardano la pulizia dei corsi d’acqua minori e un migliore deflusso di acqua lungo la strada (eliminazione dossi)”.

E’ chiaro ed evidente che il fenomeno dell’esondazione è da ricercarsi nell’uso spropositato del suolo. “La colpa è nella cementificazione eccessiva protrattasi negli ultimi 20-30 anni – continua il sindaco Donisi – Da una ricerca effettuata a suo tempo, risulta che la causa è l’eccessiva cementificazione, in particolare la costruzione di case troppo vicine ai corsi d’acqua e l’eccessivo convogliamento di corsi d’acqua in letti artificiali: tutto risulta “intubato”. Intanto, l’amministrazione comunale sta affrontando e risolvendo un’altra criticità, per la quale è direttamente interessato l’assessore alla Sicurezza Enzo Fiocchi. A breve, poi, la popolazione potrà fare affidamento sul un nuovo gruppo comunale di Protezione Civile, che Albano Sant’Alessandro non ha mai avuto. Questa affiancherà quella “storica” (ma sempre efficiente) degli alpini. Così, avremo più volontari, che potranno intervenire in ambito di prevenzione e, se dovessero succedere fenomeni calamitosi, nelle fasi di gestione dell’emergenza: smaltimento rifiuti, sgombero detriti e macerie,…). Ovviamente, tutti i gruppi di volontariato operanti in paese possono far parte della Protezione Civile, come ANPPe, Associazione Poliziotti Italiani, Associazione Paracadutisti”.

Si segnala che l’amministrazione comunale, dopo i danni del 14 giugno, si è subito mossa anche a livello politico, coinvolgendo rappresentanti regionali e nazionali, evidenziando i danni che i cittadini hanno subito. Già mercoledì 15 giugno, erano presenti ad Albano Sant’Alessandro l’assessore regionale alla Mobilità Alessandro Sorte e il consigliere regionale Mario Barboni.

 

Ti.Pi.