Ha fatto proseliti il progetto promosso dall’associazione “VivaVittoria” di Bergamo, dal titolo “Una maxi-coperta su Piazza Vecchia”, che ha puntato a realizzare un’opera condivisa, frutto di tante persone e associazioni, formata da tanti quadrati a maglia o all’uncinetto che, messi insieme hanno prodotto una “maxi-coperta” solidale, che ha ricoperto tutta Piazza Vecchia, in Città Alta, a Bergamo, lo scorso 23 e 24 novembre, in occasione della “Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne”.
Un’opera importante, dal forte significato simbolico, che ha visto impegnate negli scorsi mesi centinaia di persone, decine di associazioni, case di riposo, centri di aggregazione, piccoli comuni della Bergamasca e molti gruppi informali sensibili alla problematica. Fra queste anche la Fondazione Honegger che, recependo la proposta lanciata in città dai volontari di “Albino in Transizione” per un laboratorio di uncinetto e maglia a favore del progetto di “VivaVittoria”, ha messo in campo un gruppo di donne residenti, cinque in tutto, di cui due malate di Alzheimer, per realizzare anch’esse i “quadrotti” anti-violenza che, uniti insieme, hanno ammantato, con una coloratissima distesa di lana, Piazza Vecchia.
Migliaia di coperte, parte di un grande progetto collettivo, che moltissimi poi hanno portato a casa con una donazione, a favore del progetto “Sosteniamole” del Centro Anti Violenza Aiuto Donna – Uscire dalla violenza di Bergamo.
“Per oltre un mese, le nostre donne si sono ritrovate fra loro, due o tre volte alla settimana, per lavorare a maglia o ad uncinetto – spiega la terapista occupazionale Sara Alborghetti – E hanno fatto delle belle cose, alcuni “quadrotti” che poi sono stati consegnati ai volontari della Biblioteca Comunale, per essere poi assemblati e portati in Piazza Vecchia, a Bergamo. Anche nel nostro piccolo, quindi, ci siamo dati da fare; ma, al di là dell’obiettivo solidale, da tutti ritenuto di estrema importanza, quello che per noi si è rivelato strategico è stata la creazione di momenti di socialità e di condivisione fra anziani che non credevano più di avere certe abilità: invece, hanno sferruzzato, hanno ripreso in mano i ferri e l’uncinetto; hanno dimostrato, in maniera concreta, che possiedono ancora capacità residue, che possono essere ancora spese in attività comuni”.
“L’incontrarsi insieme, poi, ha risvegliato una certa vivacità – continua Alborghetti – Lavorare insieme si è dimostrato piacevole, una bella occasione per conoscersi, chiacchierare e anche scherzare. Insomma, una bella esperienza, che ha evidenziato come sia possibile, in un contesto strutturato, recuperare vecchie abilità, antichi saperi, creatività di un tempo, sopite per anni ed ora riemerse”.

Ti.Pi.