Ancora e sempre Anna Fabretto. Anche quest’anno la stagione 2022 degli sport invernali incorona Anna Fabretto Martinelli, 80 anni e mezzo (ci tiene a dirlo), moglie dell’indimenticato Enzo Martinelli, il “presidentissimo” del GS “Abele Marinelli” e mamma di Claudio, come la miglior “nonnina” della BergamoSci. Altri trofei, altre medaglie, altri riconoscimenti, a dimostrazione che la più forte di tutti nella categoria “master” è lei, un’autentica potenza, la vera “signora dello sci alpino”. E con lei gioiscono i volontari del sodalizio “rosso-giallo-blu” del GS “Abele Marinelli”, fucina di tanti campioni e campionesse, che tutti in piedi applaudono la sciatrice di Comenduno.

Ormai, per lei non c’è pista che tenga: Gressan/Pila, Cortina d’Ampezzo, Alleghe, Val d’Ultimo, addirittura Saint Moritz; tutte inchinano le loro bandiere alla grandezza di Anna Fabretto Martinelli, che in questa stagione ha vinto tutto quello che c’era da vincere.

Innanzitutto, sulle piste di Saint Moritz si è laureata campionessa del mondo, nelle specialità SuperG e Slalom: non ha potuto eccellere nel gigante, per il semplice fatto che ha dovuto trasferirsi ad Alleghe, dove ha conquistato il titolo di campionessa italiana FIE (Federazione Italiana Escursionisti) nelle specialità SuperG e gigante, non potendo vincere nello slalom perché era in contemporanea a Saint Moritz. Certo, se le due gare fossero state allestite in giorni diversi avrebbe fatto centro completo con sei coppe di specialità. Ma nessun problema, ha dimostrato di essere la numero uno, sempre.

Ma c’è di più. Anna ha vinto anche la Coppa del mondo Master, la FIS Master Cup, dopo le performance di Cortina d’Ampezzo (4 gare) e Gressan/Pila (5 gare). Ha vinto tutte e nove le gare, un percorso netto. E, per non farsi mancare niente, a Santa Caterina Valfurva si è laureata anche campionessa italiana FISI, in tutte e tre le specialità. Ma non è finita. Ora, aspetta di essere proclamata vincitrice anche della Coppa Italia, ma, visto che la Federazione deve fare delle valutazioni sull’obbligo o meno di partecipare a tutte le gare del circuito per poter vincere la coppa, tutto si saprà soltanto nelle prossime settimane.

Certo è che siamo di fronte ad un fenomeno, anche se la diretta interessata non si esalta, mostrando di contro un’umiltà d’altri tempi. “Mi difendo bene – questo il suo commento – Certo, sono contenta, perché riesco ancora a farmi valere”.

Ormai, la sua bacheca è strapiena, ricca di coppe e trofei, titoli e allori a ripetizione, saltando da una categoria all’altra, verrebbe da dire… “da un paletto all’altro”.

 

MM