Antichi mestieri

 

Fra i documenti degli archivi storici si rivelano particolarmente interessanti quelli che accanto ai nominativi di categorie di persone riportano la professione esercitata. Questa offre la possibilità di ricostruire le condizioni sociali ed economiche di una popolazione in un determinato periodo storico, ma offre anche un interesse linguistico

 

Il linguaggio burocratico con la parola professione intende qualunque attività svolta in modo abituale, continuativo o prevalente.

Non è così nel linguaggio letterario e in quello corrente, dove per professione si intende una attività intellettuale esercitata con il possesso di determinati titoli di studio per lo più con iscrizione ad un albo professionale, a seguito di esame di stato abilitante all”esercizio della professione: di ingegnere, avvocato, medico, architetto, insegnante e così via. Questi abilitati se esercitano in proprio si dicono liberi professionisti. In questa accezione le professioni si distinguono dai mestieri che invece indicano attività tecniche, manuali e pratiche, e dalle arti che si distinguevano in arti meccaniche e arti liberali, richiedenti queste ultime capacità di inventiva, creatività, fantasia.

Nell’orientamento scolastico e professionale non si fa distinzione tra professione e mestiere. Orientare significa condurre a maturazione le attitudini, le inclinazioni personali e la capacità di scelta fra tutte le professioni attuali e di individuare il percorso scolastico specifico da seguire in vista della professione scelta. Allo scopo è utile riscoprire anche le professioni del passato per esaminare le trasformazioni avvenute nel corso delle varie condizioni socio-economiche attraversate. Si possono pensare cambiamenti futuri solo conoscendo le evoluzioni avvenute nel passato.È ciò che si prefigge il presente saggio.

Per convenienza sono state qui raggruppate le professioni secondo i settori dell’attività economica.

Cominciamo con l’agricoltura, settore primario. A coltivare le terre dell’Impero romano erano incaricati i coloni (da colo = coltivo), che diventavano colonelli se coltivatori di piccole terre. Nel Medioevo questi divennero servi della gleba. I livellari coltivavano un fondo o delle pezze di terra concessi dal feudatario o livellante dietro corrispondenza, in denaro o in natura, di una percentuale del reddito annuale stabilita nel contratto scritto su un libellum=libretto, da cui libellari o livellari. Nei primi secoli dopo l’anno Mille si asiste ad una graduale emancipazione con riscatto delle terre e nascono così i possidenti o estimati, cioè soggetti alla stima del patrimonio immobiliare a fini fiscali, e di conseguenza i fittuali, i mezzadri, i braccianti. Questi ultimi a loro volta potevano essere, nelle terre vanghive o aradore, vangatori, aradori, zappatori, seminatori, falciatori, mietitori, trebbiatori; nelle terre vitate erano vignaioli, potatori, vendemmiatori… Nelle terre boschive lavoravano i taglialegna, i carbonai, i boscheggiatori, gli strameggiatori (che facevano lo strame), i campieri che controllavano i campi e il rispetto delle proprietà e delle piante, specie i cerri e i castani: vere e proprie guardie ecologiche. Dalle segabole i segatori ricavavano il fieno magro. C’erano inoltre gli apicultori, i bachicultori… I grossi possidenti affidavano l’amministrazione delle terre ad un castaldo, detto poi massaro, o fattore, da cui derivano i cognomi Castaldi o Castoldi, Massarini o Masserini, Fattori e Fattorini … I piccoli proprietarii erano massari di se stessi, tanto che la voce Signor era alternativa alla voce Messér, abbreviato in Ms. come Ms. Bertulino, Ms. Jacopo… Dalle pezze di terra, o pezzole (piccole pezze) derivarono i cognomi Pezzera, Pezzoli, Pezzola, Pezzotta,,Pezzali. Fra gli allevatori di bestiame figuravano i malgari o i mandriani, o bergamini, i pecorarii, i vaccari, i cavalari…Lo scüdelér era addetto alla scuderia, lo stalliere alla stalla. Al servizio c’erano il famèi, il mozzo, il garzone di stalla.

Il settore primario comprende anche caccia, pesca, cave. Nel ramo della caccia si incontrano il cacciatore, l’uccellatore,il battitore, il falconiere, il capocaccia, il guardiacaccia, il bracchiere o bracconiere. Nella pesca il pescatore o pesciaiolo, il corallaio,il granchiaio, il tonnarotto, il fiociniere’. Alle cave erano addetti i cavatori, i tagliafilieri, i tagliapietra, gli scalpellini, i capocava, ecc. Molti altri mestieri in questo settore potrà trovare chi ha passione per la storia. In caso positivo èpregato di segnalarli. (Continua con gli altri settori).

Angelo Bertasa