Una grande opportunità di sviluppo e di crescita socio-economica per l’intera comunità albinese.

Un’occasione persa da parte delle minoranze per mettere da parte le solite critiche e strumentalizzazioni.

 

Dopo l’approvazione dell’adoziane del Piano Attuativo in variante dell’Ex Cotonificio Honegger, il Consiglio Comunale nella seduta del 26 febbraio scorso ha definitivamente approvato il Piano Attuativo per il recupero dell’intera area industriale, con i voti a favore di tutti i gruppi consiliari di maggioranza e l’astensione dei gruppi di minoranza.

Abbiamo già spiegato in più occasioni, anche dalle pagine di questo notiziario comunale, gli indubbi vantaggi che derivano da questo tanto atteso intervento di recupero del comparto Honegger, vantaggi che potremo sintetizzare così: rigenerazione in chiave produttiva di una vasta area industriale dismessa e abbandonata che tornerà ad avere nuovamente la sua vocazione manifatturiera con ricadute positive in termini occupazionali e di sviluppo socio-economico; risorse per l’Amministrazione derivanti da oneri di urbanizzazione e standard generati dal Piano Attuativo che verranno investite nella manutenzione straordinaria del vasto patrimonio comunale.

Stona quindi davvero vedere quei voti di astensione da parte dei gruppi di minoranza di centro-sinistra che ancora una volta hanno avuto qualcosa da ridire ma non il coraggio di votare contro.

Perché è facile criticare e poi astenersi senza assumersi le responsabilità di ciò che si è detto e sostenuto.

Perché i consiglieri di minoranza, nel momento in cui chiedono di recuperare con funzioni pubbliche una porzione dei capannoni del vecchio complesso industriale, sanno bene invece che ciò è impossibile o eccessivamente oneroso. Lo abbiamo già ribadito, a causa dell’estremo degrado e dell’eccesivo ammaloramento degli edifici, il solo tentativo di mettere mano ad uno solo dei corpi di fabbrica avrebbe non solo prosciugato tutte le risorse generate del Piano Attuativo ma avrebbe anche obbligato l’Amministrazione ha trovare altrove molti altri “soldini”. Inoltre, il recupero esclusivamente manifatturiero dell’area rende difficile se non impossibile l’insediamento di funzioni pubbliche perché in contrasto con le esigenze della produzione e della logistica. Come è fuori da ogni logica e senza senso che le minoranze chiedano ad imprenditori del 21° secolo di ricostruire dei capannoni con forme e dimensioni di fine ‘800. A questo punto, Royaltex e Fassi Group, avrebbe davvero detto: “E’ stato bello, arrivederci, andiamo ad investire altrove”.

La maggioranza, a differenza della minoranza, le sue responsabilità se le è prese ed ha deciso da un lato di riservare l’intero comparto Honegger a zona industriale e dall’altro di concentrare risorse nel risanamento e nella riqualificazione di edifici comunali presenti nei centri storici di Albino e delle frazioni, insediandovi funzioni pubbliche, culturali, sociali e aggregative così da rilanciare e rivitalizzare i centri storici stessi.

 

Il Sindaco

Fabio Terzi