il 15 marzo scorso il gruppo Consiliare “Per Albino Progetto Civico” ripropone sulla propria pagina facebook l’articolo redatto da “L’Eco di Bergamo” che noi riportiamo nella parte “saliente”, ovvero lo sdegno e la vergogna del Consigliere Paolo Cappello “di essere amministrato da questa maggioranza”. Una dichiarazione pesante che denota anche un certo rancore che và oltre la dialettica Politica, che và oltre allo scambio reciproco di dichiarazioni ed idee opposte, a volte anche dai toni accesi. Ed ancor più grave è “la solidarietà” e condivisione dell’intero gruppo arancione. E di cosa si vergognano l’esimio collega Paolo Cappello e tutta la sua compagine? Semplice, sono sdegnati da una giusta e doverosa interpellanza proposta da tutti i gruppi Consiliari di maggioranza dove abbiamo chiesto risposte al Sindaco in relazione all’aggiudicazione da parte della solita (nota) cooperativa Albinese “La Fenice” di un bando indetto dalla Prefettura di Bergamo in merito alla oramai famosa “ospitalità dei migranti”. Che strana “ospitalità”, vero? Ogni migrante costa allo Stato (e quindi a noi) la bellezza di 35,00 €/giorno di mantenimento pagato con le nostre tasse che anziché essere utilizzate per ridurre l’abnorme debito pubblico vengono impiegate per far arricchire le solite cooperative di sinistra. Anziché vergognarsi di chi legittimamente ha chiesto lumi in relazione ad un bando pubblico che ha visto la partecipazione di una cooperativa Albinese che poteva, viste le tante strutture di proprietà della stessa sul nostro territorio, ospitare proprio ad Albino i migranti di cui al bando vinto, il Consigliere Cappello Paolo e suoi colleghi, dovrebbero vergognarsi della speculazione che fanno i loro amici rossi sulla pelle delle persone che come dimostrato nei numeri, solo poche di queste hanno diritto all’asilo mentre nella maggioranza dei casi si tratta semplicemente di clandestini. In Italia abbiamo pensionati con pensioni da miseria, cinquantenni disoccupati, giovani che non trovano occupazione, cooperative che vedono i migranti come una fonte di reddito (a volte anche malavitoso – ricordiamo tutti Mafia Capitale e la cricca delle coop) e gli arancioni di chi si vergognano? Dei loro colleghi di banco? Si, si vergognano perché siamo contro questa ipocrisia ed ora capiamo tante cose. Capiamo ad esempio che l’Italia và male perché è piena di paraculi, di ipocriti e di falsi buonisti, gente che ospita dietro commessa, buoni con i soldi degli altri, che si arricchisce ed usa il buonismo per arricchirsi. Noi non sappiamo se i colleghi arancioni sono tra i fessacchiotti, cioè quelli che credono a questa ipocrita accoglienza, o sono tra quelli che ci speculano. Di certo Cappello ed i suoi amici, hanno altro di cui vergognarsi. Ma vergognarsi tanto.