In questo ultimo periodo è tornato all’attenzione di tutti il tema della pessima qualità dell’aria che, complici una serie di circostanze concomitanti tra cui una stagione particolarmente asciutta e mite e le solite diffuse cattive abitudini di noi cittadini, ha portato all’adozione di provvedimenti straordinari come fatto anche dall’amministrazione del nostro comune.

Come tutti sanno la pessima qualità dell’aria comporta numerosi rischi per la salute, dall’insorgenza di malattie degenerative, a quelle cardiovascolari e respiratorie.

Cosa fare per cambiare la situazione?

Per prima cosa bisogna rendersi conto che un cambiamento nelle nostre abitudini è l’unica possibilità ma questo andrebbe fatto senza attendere soluzioni imposte dall’alto che spesso si sono rivelate molto poco efficaci.

Infatti solo delle buone pratiche, applicate con costanza e pazienza, possono portare a cambiamenti importanti specialmente se nate e volute dal basso ed adeguatamente supportate da chi dovrebbe amministrare con coscienza il Paese.

Un esempio lampante è l’abuso dell’auto: siamo ormai abituati a farne un uso assiduo e spesso ingiustificato anche nei tratti più brevi.

Pensiamo al tragitto casa-scuola che in tantissimi effettuano in auto, sforzarsi di modificare certe abitudini, anche solo in minima parte, potrebbe non solo limitare il numero di veicoli in circolazione, ma renderebbe anche più autonomi i bambini che potrebbero raggiungere la scuola in compagnia. Diventerebbe inoltre un’occasione per fare una sana camminata prima di trascorrere una lunga mattina seduti in classe.

Un’altra alternativa valida per ridurre le emissioni nocive è l’utilizzo dei mezzi pubblici: ad Albino, ad esempio, i servizi offerti dalla TEB e dalla SAB potrebbero essere ottimizzati anche attraverso l’eventuale introduzione di un incentivo economico che preveda sconti progressivi sui costi del servizio man mano che l’utente aumenta l’uso dei mezzi pubblici. Ad esempio riducendo il costo dell’abbonamento, mensile e/o annuale, sia per gli studenti che per i lavoratori.

Inoltre si potrebbe valutare l’ingresso di nuovi operatori privati indipendenti che possano mettere a disposizione servizi complementari per zone a domanda debole od orari di scarsa affluenza (es: pulmino, monovolume, etc.) secondo modalità e standard stabiliti dal Comune con vincoli sulla qualità del servizio offerto.

Adottare sistemi di car sharing* e car pooling* in modo che si possano abbattere notevolmente le spese sulla mobilità che gravano sui nostri redditi e, cosa non da poco, migliorando la qualità dell’aria, la viabilità e la sicurezza nelle strade cittadine.

Ultima alternativa, ma non per questo meno importante, rilanciare l’utilizzo della bicicletta incentivandone l’uso e realizzando percorsi protetti che possano essere fruiti da tutti, sul modello delle città del nord Europa.

In quest’ottica sarebbe inoltre importante valutare l’introduzione di soluzioni atte ad agevolare il trasporto delle biciclette su tutti i mezzi pubblici, nonché favorire la diffusione dei servizi di bike sharing come già attuato nella vicina Bergamo.

Un cambiamento di mentalità certamente possibile perché per migliorare bisogna cambiare!

*car sharing: (dall’inglese auto condivisa o condivisione dell’automobile) è un servizio che permette di utilizzare un’automobile su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio, e pagando in ragione dell’utilizzo fatto.

*car pooling: termine inglese, corrispondente in italiano ad auto di gruppo o con carreggio, indica una modalità di trasporto che consiste nella condivisione di automobili private tra un gruppo di persone, con il fine principale di ridurre i costi del trasporto. È uno degli ambiti di intervento della cosiddetta mobilità sostenibile.