Che sia un buon 2015!

 

E’ l’augurio che la Lega rivolge agli albinesi e agli italiani, nonostante le premesse siano ancora, anche questa volta, di segno opposto. Vediamo di gettare luce su alcune delle sorprese che ci attendono nel corso del nuovo anno incipiente. Il Governo pare abbia deciso di aggiungere un tassello fondamentale al progetto di sostituzione etnica, concedendo lo “ius soli” agli stranieri, vale a dire, basta nascere in Italia per essere italiani. Viene spacciato con il solito pretesto di volere assicurare a tutti gli stessi “diritti”, chiavistello, con il quale da vari lustri si stanno aprendo le porte, una dopo l’altra, alla devastazione sociale e morale del Paese. E’ fin troppo facile immaginare l’enorme pressione, cui sarà sottoposto il già traballante sistema di protezione sociale, soverchiato da masse di immigrati attirati dal richiamo irresistibile del “diritto” alla cittadinanza. Questo sarà poi automaticamente esteso ai genitori (inevitabile) e in breve ad altri consanguinei. Il crack dei servizi sociali del Paese potrà essere evitato soltanto con un ulteriore prelievo fiscale sui soliti contribuenti, un bicchiere di sangue, che per alcuni sarà l’ultimo. I poveri e i più deboli fra gli autoctoni subiranno le conseguenze più pesanti, mentre i promotori del progetto di invasione e le cooperative speculatrici brinderanno a champagne. Un Paese è un delicato equilibrio di cultura, unità di intenti e coscienze; non può reggere a iniezioni selvagge di elementi allogeni, spesso avversi; altrimenti sarà conflitto. Tutto ciò non interessa ai papponi dell’accoglienza a spese dei popoli; a loro preme l’affare economico, coperto della foglia di fico dell’accoglienza a tutti i costi. Se qualcuno di loro ritiene di servire il “diritto” e la pace, in realtà sta lavorando per il sopruso e la guerra. E i frutti non tarderanno ad arrivare.

 

Un altro progetto che, su ordine perentorio dei padroni di Bruxelles, viene spinto rabbiosamente in avanti, è l’imposizione dell’ideologia del gender in tutti i livelli scolastici, inculcando nella mente dei bambini le depravazioni che muovono gli stessi promotori, a partire dal sovvertimento dell’idea di famiglia: dovremmo dire famiglia “tradizionale” per rendere esattamente quello che intendiamo, ma per la Lega Nord, anche nel 2015, il termine “famiglia” senza aggettivi identifica l’unione di un uomo e di una donna e dei loro figli. Per ribadire un concetto che dovrebbe essere semplice, ovvio, non dipendente dalla cultura e dal tempo, ma dalla natura, oggi è purtroppo necessario allestire delle conferenze. Così ha fatto il Governo della Regione Lombardia sponsorizzando il convegno “Difendere la famiglia per difendere la comunità” indetto per il 17 gennaio. Ebbene, si sono aperte le cateratte dell’indignazione politicamente corretta. Tutta la potenza di fuoco della stampa allineata ai diktat della perversione si è scatenata, reclamando addirittura l’intervento del Presidente del Consiglio affinché impedisca l’evento. Siamo a questo: la pazzia, eretta a norma, tracima nella coscienza comune senza alcun argine; i “tolleranti” di qualunque pratica, anche la più dissoluta – perché è un “diritto” – , non tollerano il minimo dissenso.

Questo è il quadro nel quale il cittadino serio è costretto a vivere. In questo momento solo la Lega Nord e pochissimi altri mantengono dritto il timone della ragionevolezza e del sostegno alla propria gente. Il Governo centrale punta sui nobili obiettivi sopra descritti; non sa – non vuole – garantire nemmeno un livello di sicurezza degno di un paese civile, ma in compenso esige il 65% e oltre di ogni goccia del sudore dei suoi cittadini onesti.

Bisogna lottare perché sia un buon 2015!