MONASTERO DELLA RIPA: ONERI SI’ O ONERI NO?

Il 29 marzo del 2012 è la data simbolo dell’Amministrazione Arancione: viene sottoscritta la convenzione con la Cooperativa Sociale ONLUS La Fenice alla quale vengono letteralmente abbuonati 256.734,13 € di oneri d’urbanizzazione. Possiamo dire l’unica cosa compiuta per Albino! Noi e l’allora Lista Civica Rizzi ci scagliammo contro questa regalia per vari motivi tra i quali: lo stato di Onlus della Cooperativa comporta alla stessa evidenti vantaggi fiscali; un ostello con annesso ristorante è un’opera di rilevanza economica, per cui è giusto e doveroso non creare favoritismi e concorrenza impari nell’avvio di questa attività ricettiva nei confronti degli altri operatori della categoria presenti in Albino; la Cooperativa ha beneficiato per il recupero di altri contributi a fondo perduto, conseguenza di bandi pubblici e privati, senza dimenticare che la struttura è di sua esclusiva proprietà e che il beneficio economico che deriva dall’attività è a suo esclusivo godimento. Oggi si ritorna a discutere di oneri in quanto in data 28.03.2015, non avendo la Cooperativa ultimato la totalità dei lavori e non avendo ceduto le opere in convenzione al Comune, è decaduta dal beneficio concesso dalla precedente amministrazione. Tant’è che dal nostro punto di vista non esiste appello alcuno al Decreto del Fare (D.L. 69/2013) in quanto la proroga di 2 anni dei termini di ultimazione dei lavori non opera automaticamente, ma su istanza di parte. La norma infatti richiede, per l’attivazione della proroga, la “preventiva comunicazione del soggetto interessato” e subordina, tra i vari punti che “i termini indicati nei titoli abilitativi rilasciati non siano già decorsi al momento della comunicazione dell’interessato”. Anzi, siamo ancora più arrabbiati di prima perché proprio in considerazione del fatto che tali oneri erano dovuti (non sarebbe occorsa una convenzione!) a fronte di una cessione di servizi all’Amministrazione Comunale a partire dal 29.03.2015. Non si scandalizzino i signori Arancioni o della Cooperativa di fronte alla nostra e giusta pretesa di riavere quanto non incassato, perché il danno nei confronti della Cittadinanza Albinese è grande: ogni giorno di ritardo comporta un mancato servizio, oltre agli oneri economici che ne derivano. Qualche anno fa, scrivemmo su un numero di paese mio che “nella Valle del tessile, i nodi prima o poi vengono al pettine”: al probabile danno erariale noi preferiamo incassare il giusto e dovuto contributo, così come richiesto a centinaia di privati ed aziende nel corso degli anni. All’imprenditore il rischio e gli oneri delle sue scelte, al Comune spetta la tutela dei Cittadini.