Piazzo, passaggio “Cà di Fade”: non accettiamo pressioni da chi ha proposto solo pessime soluzioni

Nell’ultimo consiglio comunale le minoranze hanno presentato una mozione su Piazzo per conoscere quali siano le intenzioni della nostra amministrazione sul passaggio della “Cà di Fade”, per realizzare il quale la vecchia amministrazione degli Arancioni, nel 2013, avevano dato inizio ad una procedura di esproprio nei confronti dei proprietari delle aree.

Una mozione confusa e con un testo traboccante di falsità.

Com’è possibile che i consiglieri di minoranza o, almeno, quelli che sino allo scorso anno facevano parte dell’amministrazione, non conoscano le vicende di Piazzo??? Perché si ostinano a recriminare un passaggio pubblico su aree private che “pubblico” non è mai stato?? Anche uno studio sul catasto storico da loro pubblicato sul sito del Comune di Albino dimostra la natura privata delle aree e, come se non bastasse, proprio il fatto che la precedente amministrazione abbia dato inizio ad una procedura di esproprio ne è la più evidente dimostrazione (se si trattasse veramente di un passaggio pubblico non avrebbe alcun senso, infatti, parlare di esproprio). Del resto un esposto alla Procura della Repubblica sulla chiusura dell’ipotetico passaggio pubblico da parte del privato venne archiviato sancendo così il sacrosanto diritto del proprietario a cintare la propria area.

La questione si sta trascinando da parecchi anni ed anche noi ci troviamo oggi a dover affrontare il problema, per dare a quei cittadini che da tempo lo recriminano un collegamento tra Albino e Nembro attraverso il Parco Locale di Interesse Sovracomunale.

Nonostante, come abbiamo più volte rimarcato, la questione non sia tra le priorità della nostra amministrazione, stiamo lavorando per trovare un percorso che garantisca questo collegamento, ma non sosteniamo certo (come si è espresso qualche consigliere di minoranza) che la via dell’esproprio percorsa dalla precedente amministrazione sia quella che garantisce l’interesse pubblico arrecando al privato (proprietario delle aree) il minor danno possibile, né quella che, a nostro parere, valorizza i caratteri ambientali di questa vasta area naturale.

Al contrario, la soluzione proposta dall’amministrazione Carrara è, a nostro avviso, totalmente illogica.

Un progetto del genere, se così si può chiamare il disegno di una curva che va a collegare nel modo più banale possibile due punti di un percorso esistente, lambendo addirittura l’edificio di un privato, non è frutto sicuramente di un adeguato studio ambientale del contesto in cui si inserisce la rete dei percorsi esistenti, né risulta rispettosa delle norme del Parco Locale di Interesse Sovracomunale che prevedono il recupero di sentieri e percorsi storici esistenti piuttosto che crearne di nuovi.

Se trovare il percorso più breve e meno oneroso per collegare due punti può essere appropriato quando si progetta un trattato autostradale, per creare un percorso per il tempo libero in un contesto naturalistico di pregio, come quello di Piazzo, crediamo sia indispensabile dedicare al progetto un’attenzione maggiore di quella riservatagli dalla precedente amministrazione, cosa che noi ci apprestiamo a fare, in continuità con l’impegno che alcuni anni fa ha portato la nostra amministrazione del Sindaco Rizzi a istituire il Parco Locale di Interesse Sovracomunale.