Commento al bilancio

 

Vediamo qualche breve nota a commento del bilancio comunale appena approvato. Un lavoro faticoso da parte dell’Amministrazione, volto a conciliare esigenze tra loro divergenti in un contesto di impoverimento progressivo dell’economia nazionale e conseguentemente di riduzione dei trasferimenti dal Governo centrale. Non vogliamo dilungarci questa volta sul perseverante processo di smantellamento di quell’embrione di assetto federale, che prima del Governo Monti si era tentato di innescare nel Paese. Vabbè, vorrà dire che scivoleremo uniti “confusi e felici” ai livelli postbellici, sapendo bene chi ringraziare, quando sarà il momento.

 

Tornando a noi, il Fondo di Solidarietà (leggi “trasferimenti da Roma”) per il nostro Comune ha subito quest’anno un taglio di 480.000 euro, che si è tradotto nostro malgrado nel ritocco al rialzo delle aliquote per l’IRPEF comunale, in proporzione agli scaglioni reddituali. Facciamo notare che, da quando quattro anni or sono si instaurò il primo dei governi non eletti, i tagli ai comuni sono passati da 1,5 MLD a 8,3 MLD: una progressione degna di un satrapo assiro. Restano le briciole e le poche leve ancora nelle mani delle Amministrazioni, quali la riduzione degli oneri urbanistici, puntando al sostegno di un settore, l’Edilizia, che più di tutti ha sofferto sotto i colpi della crisi dell’ultimo quinquennio, sia per giro d’affari, sia per numero di occupati. Lo Stato ha deciso di dare forfait su tutti i fronti, dall’economia alla sicurezza, lasciando a Bruxelles tutte le decisioni.

Ma ecco che improvvisamente, a tre mesi dalle elezioni regionali, il colpo da maestro: il “governicchio” scova fra le pieghe del bilancio (forse stornandolo dai capitoli destinati al processo di invasione) un “tesoretto” da 1,5 MLD, da distribuire ai Comuni che ancora rispettano gli ordini dall’alto, minore perdita di introiti per le casse locali, nonchè investimento per la campagna elettorale a favore del partito nazionale di maggioranza relativa. Come non volare col pensiero al recente caso degli 80 euro, elargiti a chi aveva già un reddito e in seguito sottratti con maggiori tasse? Ebbene al Comune di Albino spetterebbero circa 200.000 euro di minori tagli, che la Giunta ha deciso di ripartire in una quota da 100.000, destinata alla riduzione del sopraddetto aumento dell’IRPEF comunale, e in una quota rimanente, da accantonare prudenzialmente fino al momento in cui tali cifre saranno definitivamente confermate, ossia intorno all’autunno 2015. Una volta che saranno effettivamente disponibili, verranno erogate per opere di pubblica utilità. Avendo già sperimentato certe sorprese dell’ultima ora, ci sembra una scelta saggia.

Accade però che anche ai migliori giocatori la puntata al tavolo verde talvolta vada in malora: la Corte Costituzionale pochi giorni fa ha bocciato il blocco delle indicizzazioni delle pensioni previsto dalla Legge Fornero e pertanto si profila per il Governo – per il Paese – un rimborso stellare, valutato tra i 5 e i 10 MLD. Da qui sorge più che fondato il timore che il sospirato “tesoretto” svanisca come i sogni all’alba. E’ solo un sospetto, staremo a vedere.