Nuovo Ponte sul Serio: a breve la ripresa dei lavori, ma quante incognite!!!

Fortemente voluto dall’Amministrazione Rizzi, che nel dicembre 2007 ne approvava il progetto definitivo-esecutivo e nell’aprile 2008 lo appaltava alla ditta di Mestre S.A.C.A.I.M., il nuovo ponte sul fiume Serio a Comenduno vide il suo inizio lavori al principio dell’estate 2008. Purtroppo, il rinvenimento di rifiuti nel sottosuolo durante i primi lavori di scavo impose la sospensione dei lavori stessi. Dopo le opportune conferenze di servizio tra Provincia, ARPA, ASL e comune di Albino si giunse nel giugno del 2009 all’approvazione di un piano di bonifica per poi passare ad una ripresa dei lavori. Ma si era ormai nelle settimane delle elezioni amministrative che a fine giugno portarono al governo di Albino l’attuale amministrazione degli Arancioni. Il sindaco e la sua lista di centro-sinistra, non hanno mai fatto mistero del fatto che per loro il ponte non fosse un’opera prioritaria e questo portò l’attuale amministrazione a prendersi fin troppo tempo prima di riprendere i lavori. Così, siamo nell’estate del 2011, dopo due anni dall’insediamento degli Arancioni, la ditta che si era aggiudicata l’appalto fallì, i costi previsti nel frattempo stavano lievitando e i nuovi vincoli del patto di stabilità rendevano sempre più difficile per un comune mettere in campo opere di questa portata. Trascorre tutto anche il 2012 e finalmente l’attuale amministrazione si rende conto che ritardare la ripresa dei lavori o addirittura rinunciare alla realizzazione del ponte stesso comporterebbe un danno economico senza eguali per il comune. C’è un mutuo di milioni di Euro di cui stiamo già pagando gli interessi, ci sono contributi statali e regionali che rischiamo di perdere e i costi dopo 5 anni stanno sempre lievitando.

L’amministrazione decide allora di affidare con trattativa privata il nuovo appalto per i lavori del ponte alla ditta Bergamelli nel quadro, si potrebbe dire, di un piano integrato. Ovvero la ditta Bergamelli si impegna a realizzare il ponte al costo di 2 milioni e 200 mila Euro previsto dopo l’ultima perizia di variante del 2010, sobbarcandosi però l’aumento dei costi fino ad ora intervenuti e i costi per la realizzazione di una nuova rotatoria non prevista nel progetto originario; il comune da parte sua come contropartita concede alla ditta Bergamelli un ampliamento del proprio contesto produttivo, sito proprio nei pressi del ponte, pari a 2100 metri quadrati. Viene redatta un’apposita convenzione firmata dall’impresa Bergamelli e dal Comune di Albino in cui si fissano i vicendevoli impegni atti a soddisfare le esigenze e gli interessi della parte pubblica e della parte privata, convenzione approvata dal Consiglio Comunale la sera del 15 marzo 2013.

Ora, senza soffermarsi ulteriormente sugli anni persi da questa amministrazione per la ripresa dei lavori, tempo e denaro buttati davvero al vento, ci preme porre l’attenzione su altri due o tre aspetti che veramente destano in noi grande preoccupazione.

In primis, il peggioramento del progetto iniziale, che per cercar di risparmiare qualcosa, è stato modificato togliendo le rampe di accesso autonome della pista ciclopedonale che mettevano in sicurezza ciclisti e pedoni per i quali ora è previsto un semplice attraversamento a raso in un punto che sarà assai frequentato anche da traffico pesante. Il risparmio previsto pare poi essere stato vanificato dalla realizzazione di una rotatoria d’accesso al ponte che faciliterebbe il traffico veicolare da Cene, rotonda a nostro avviso inutile visto che le vetture provenienti da Cene potevano servirsi tranquillamente della rotonda posta a poche centinaia di metri più a sud.

Altro aspetto poco chiaro e quanto mai strano è che è stata firmata una convenzione urbanistica tra un privato ed il comune senza che vi sia la previsione urbanistica, ad oggi quella destinazione d’uso e quei volumi dati in contropartita alla ditta Bergamelli non sono previsti nel nostro PGT.

Ma ciò che ci lascia ancora più perplessi è il fatto che il pagamento per la realizzazione del ponte avverrà in un’unica soluzione entro 30 giorni dal collaudo positivo delle opere. Questo vuol dire, che se il crono programma di 365 giorni fosse rispettato, l’anno prossimo il comune si troverebbe nella condizione di tirar fuori di botto 2 milioni e 200 mila Euro con la certezza assoluta di sforare alla grande il patto di stabilità, solo con il pagamento del ponte, senza tener presente il pagamento di altre opere. Forse, prevedere un pagamento delle opere per stati di avanzamento dei lavori avrebbe permesso di spalmare su più anni i pagamenti gravando così di meno sul rispetto del patto di stabilità dei singoli anni. L’impressione è che Il Sindaco e la propria maggioranza abbaino messo in campo nell’ultimo anno e mezzo due grandi opere, scuole di Desenzano/Comenduno e nuovo ponte, per arrivare all’appuntamento della campagna elettorale pronti al taglio trionfale dei due nastri di inaugurazione. Il pagamento di tali opere e i problemi per il mancato rispetto del patto di stabilità, beh, questi saranno poi grane con cui dovrà fare i conti la prossima amministrazione.