Nonostante la crisi…

 

In 4 mesi abbiamo messo Albino su un’altra via. Non abbiamo più una maggioranza che si lagna in continuazione dei tagli al famigerato patto di stabilità ma che pur nella difficoltà fa di necessità virtù. Molto probabilmente il patto non riusciremo a rispettarlo, d’altronde chi ci ha preceduto, pur non pagando un euro né per il Polo Scolastico, né per il ponte sul Serio a Comenduno, ci ha lasciato un risultato negativo di circa 800.000,00 €. Per rispettare quanto imposto da Roma, gli arancioni, nel bilancio di previsione approvato al termine della legislatura, avevano basato tutto sulle alienazioni (per circa 800.000,00 €) delle vecchie scuole e di un terreno vincolato a verde dal PGT dell’allora Sindaco Rizzi, trasformato ad hoc dai falsi ambientalisti nostrani in area edificabile. Il Comune così, per la seconda volta, si è reso un vero e proprio speculatore immobiliare: la prima riguardava l’area contermine al predetto terreno, sempre a verde, trasformato sapientemente in edificabile e ceduto in permuta all’ente per il sostentamento del Clero proprietario del sedime dove sono state edificate le nuove scuole di Comenduno. Bene, come predetto quando eravamo minoranza prendendoci gli insulti da chi Amministrava Albino, gli importi stabiliti nel piano delle alienazioni per i due beni erano talmente alti che le aste sono andate deserte e pur con una riduzione sostanziale del prezzo (-40%) non siamo riusciti nella vendita. In secondo luogo molti albinesi hanno rinunciato alla ristrutturazione di rustici, alla costruzione della propria casa, all’ampliamento della propria abitazione e dei propri capannoni causa il costo eccessivo degli oneri di urbanizzazione, oltre a balzelli a standard inventati sempre da chi ci ha preceduto. Nel 2015 provvederemo, come promesso, a revisionare gli oneri d’urbanizzazione ed il PGT senza l’aggiunta di volumi ma con la consapevolezza che l’esosità del Comune attuata nell’ultimo quinquennio ha fatto letteralmente scappare ogni prospettiva d’investimento. Si pensi che ad Albino è stato attuato l’opposto di quanto richiede la più semplice e basilare regola economica: all’aumentare della domanda aumenta il prezzo e viceversa, al suo calo, il prezzo si riduce. Sugli oneri, gli arancioni, hanno attuato la leva opposta: per compensare il calo dovuto alla domanda hanno aumentato il costo gravando di fatto sulle famiglie Albinesi. Da qui, pur consapevoli della crisi in atto, puntiamo a rilanciare i piccoli investimenti privati nel settore edile (e suo connesso) e non a soffocare ogni tipo di iniziativa privata.