Ci vediamo purtroppo costretti, a un mese di distanza dalla conferenza sulla teoria di genere, a ristabilire un principio di verità di fronte ad affermazioni della minoranza, che trasudano un grado di spudoratezza, secondo solo alla storica attitudine della sinistra alla falsità e alla manipolazione dei realtà. Un solo dato è sufficiente a fornire la misura dell’incredibile mistificazione dei fatti: viene riportata, a prova delle proprie affermazioni sul tema in questione, niente meno che la famosa nota dell’ancor più famoso ministro della Cultura e Pubblica Istruzione Stefania Giannini, secondo la quale “la Buona Scuola non introduce né ideologie di gender né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo […]”. Rileviamo da qui la somma capacità di un pensiero indipendente, della costruzione di una propria posizione, che non sia il semplice megafono del caporione; basta il colore politico del dichiarante per rendere vero o falso il dichiarato. Non contano i fatti, non importa che in rete sia reperibile una massa enorme di evidenze di segno contrario, che durante la conferenza siano stati citati precisi commi e articoli di Legge. No, basta che un ministro della Repubblica faccia un proclama, seguito peraltro da minacce da satrapo orientale e smentito clamorosamente da una senatrice della sua stessa maggioranza in una trasmissione radiotelevisiva nazionale (diamo di nuovo il link, visto che forse è sfuggito a taluni nel numero precedente https://youtu.be/mPQfUqzv9Qw), che la mente di colpo si spegne e la capacità critica defunge.  Ricerca, verifica, approfondimento, analisi: tutte attività estranee alla minoranza credulona, che, senza tema del ridicolo, aspira a pieni polmoni il tossico prodotto delle fumisterie governative. Un lampo nel buio che getta luce sulla ferrea volontà della sinistra di ogni tempo e luogo di allinearsi agli ordini superiori, senza se e senza ma, in un epico mondo scosso da perenni doglie rivoluzionarie. Nessuna domanda può essere rivolta al manovratore, nessun dubbio insinuato nell’ingranaggio. Il ministro stabilisce, il dito indice puntato in alto, che la teoria di genere non entra a scuola e promette sanzioni penali a chi osa eccepire; il gregge belante asseconda e fa quadrato intorno ai capi, nessuna interrogazione rivolta verso il governante amico, pur di non irritarlo. Non sulla teoria di genere, non sull’immigrazione. Nulla. Non sorgono mai da sinistra domande quali: “la capacità ricettiva del Paese è infinita per definizione, come il governo nei fatti ammette, oppure esiste anche per l’immigrazione un livello massimo”?; o anche: ”Non ha uno Stato il diritto/dovere verso i suoi cittadini di considerare qualità e quantità del flusso migratorio, di discernere fra chi veramente fugge dalla guerra con la famiglia al seguito (le donne e i bambini ammontano forse al 20%) e chi invece, robusto giovanotto, viene a godersi il welfare”?. Nulla di tutto ciò – s’è visto – da chi pende dalle labbra di un ministro, esclusivamente per ideologia.

Chiudiamo questo capitolo pietoso con la polemica sul mancato rinnovo per questo anno scolastico del Consiglio Comunale dei Ragazzi (CCR), la cui interruzione recherebbe un danno catastrofico al panorama culturale di Albino; la realtà vuole che sia stato sostituito dalla nuova iniziativa, Ragazzi Attivi, il cui programma è assolutamente assimilabile al CCR e quindi nessuna perdita, nessun cataclisma, ma, al solito, un ennesimo episodio di falsa informazione da parte della minoranza arancione.