Tra le notizie di questi giorni si legge che per il Comune di Albino si prospetta all’orizzonte un nuovo problema: stiamo parlando delle condizioni “critiche” dell’ex-convento di S. Anna, oggi rese ancor più evidenti dallo sfondamento del tetto di uno degli edifici, avvenuto alcuni giorni fa.

Questo complesso, e tutta l’area di pertinenza, è un elemento estremamente importante del patrimonio storico-architettonico degli Albinesi e oggi rischia una seria compromissione. Da quando la scuola si è trasferita presso il convento dei frati Cappuccini e la proprietà venduta ad un operatore privato, questo pezzo del nostro centro storico è stato infatti completamente abbandonato.

L’Amministrazione Rizzi, nel suo mandato amministrativo 2004-2009, aveva definito con la proprietà un importante progetto di riqualificazione ed il relativo Piano Integrato di Intervento era stato poi APPROVATO dall’allora Consiglio Comunale.

L’intervento prevedeva la cessione dell’attuale scuola materna al privato che, in cambio, avrebbe costruito un nuovo edificio pubblico, sul sedime del parcheggio di piazzale “La Pira”, che avrebbe ospitato la nuova scuola materna statale, cucine per le mense scolastiche e locali adeguati per l’archivio storico di Albino. Nel Piano rientravano anche la realizzazione di nuovi parcheggi interrati a servizio del centro storico, la pedonalizzazione di tutta l’area di S. Anna, da attuarsi anche grazie all’apertura di nuovi passaggi pubblici, e la ristrutturazione dell’intero complesso storico, oltre che la sostituzione del vecchio edificio delle scuole medie con un nuovo blocco residenziale.

Il progetto avrebbe senza dubbio contribuito ad un rilancio del centro storico di Albino, sia dal punto di vista commerciale, che residenziale e sociale.

Ma nel 2009, dopo la vittoria delle elezioni, cosa hanno fatto Luca Carrara e la sua Amministrazione? Hanno bloccato questo Piano APPROVATO, con l’operatore pronto a partire con i lavori, così come del resto hanno fatto per il PII della Stazione, per quello di Piazzo, per il polo scolastico, per il ponte di Comenduno, ecc…, ecc…, ecc…

Negli anni del suo mandato, Luca Carrara ha poi rivisitato il Piano Integrato con l’operatore, eliminando completamente la previsione del nuovo edificio (quello che avrebbe ospitato la scuola materna, le cucine e l’archivio storico) e sostenendo un progetto che, a fronte di una riduzione dei volumi, comportava un sensibile incremento delle superfici commerciali senza prevedere tuttavia anche un proporzionale aumento dei parcheggi di scopo.

Per capire cos’è successo dopo non bisogna essere maghi della finanza: con la crisi che ha colpito il settore edilizio la proprietà ha desistito nell’avviare un’impresa tanto rischiosa e costosa, lasciando scadere i termini del Piano Integrato di Intervento.

Ora abbiamo ciò che Luca Carrara ci lascia in eredità: una zona del centro storico fatiscente e pericolante e un patrimonio storico-artistico che rischia di essere definitivamente compromesso, e questo a causa dell’arroganza di chi crede di sapere sempre e comunque più degli altri.

Noi invece, attraverso le pagine di questo notiziario, vogliamo invitare la proprietà a ripensare ad un intervento di riqualificazione dell’area, Albino e gli Albinesi lo chiedono…. da anni!

Terminiamo con alcune domande che ci frullano in testa da giorni: perché l’Amministrazione Carrara non ha avuto per S. Anna la stessa “indulgenza” che ha avuto con l’operazione Ripa? Forse perché in quel caso l’operatore privato era una cooperativa? Lasciamo ai lettori le relative risposte.