Design, artigianato, cultura e solidarietà. Queste le parole chiave (e il titolo) della mostra di mobili e complementi d’arredo in esposizione presso l’Oratorio della chiesa parrocchiale di San Giuliano di Albino. Protagonisti della “mostra-mercato”, che resterà aperta fino al 19 maggio, sono alcuni pezzi unici di artigianato locale, completamente fatti a mano, provenienti dalle zone povere del Perù, in vendita per chiunque volesse dare un contributo concreto in favore delle missioni di quei Paesi che presentano una situazione socio-economica alquanto disagiata.
Patrocinato dal Comune di Albino, l’evento è promosso dall’associazione “Don Bosco 3A” onlus, organizzazione di volontariato, il cui obiettivo è la realizzazione di opere di carità e beneficenza, mediante la promozione e il sostegno delle missioni in America Latina del movimento “Operazione Mato Grosso”. A volerla ad Albino è stato il 24enne albinese Fabrizio Cirelli.
Per la cronaca, questo movimento opera in Italia dal 1967, fondato dal padre salesiano Ugo De Censi, grande fedele di San Giovanni Bosco, dal quale traeva ispirazione per la promozione delle attività rivolte ai giovani. La mission di “Operazione Mato Grosso” è educare e preparare i giovani al lavoro nelle zone più povere dell’America del Sud: Perù, Ecuador, Brasile e Bolivia. Ed è proprio in Perù che nel 1976 padre Ugo apre il primo “Taller”, una scuola di intaglio e lavorazione del legno, rivolta ai ragazzi più poveri e orfani, a cui viene offerto loro anche vitto e alloggio. In questo modo, durante i cinque anni di scuola, i giovani imparano un lavoro manuale artigiano e, poi, per evitare la loro migrazione verso le città, lasciando così le “periferie del mondo” ancora più povere, entrano a far parte delle cosiddette cooperative “Familias de Artesanos Don Bosco”, il cui obiettivo è la promozione e lo sviluppo dell’attività lavorativa nelle aree native dei lavoratori.
Anche oggi, dall’Italia, partono tante spedizioni, in virtù delle quali gli “angeli” di “Operazione Mato Grosso”, cioè giovani, famiglie e sacerdoti, offrono gratuitamente il loro lavoro, portando il proprio contributo nelle attività di tipo socio–educativo (scuole e laboratori), religioso, sanitario (fornitura di acqua potabile), artigiano.
In Italia, “Operazione Mato Grosso” si configura come una rete di solidarietà, nella quale i volontari si impegnano in tante raccolte-fondi destinate a finanziare le missioni in America Latina. Un esempio sono proprio le “mostre–mercato”, organizzate già a partire dai primi anni ‘90, durante le quali avviene la vendita di pezzi unici ed esclusivi di artigianato locale, realizzati totalmente a mano dai lavoratori delle missioni. Esistono mostre “permanenti”, a Roma, Schio (Vicenza), Sesto San Giovanni (Milano) e a Palosco, in provincia di Bergamo, ma anche “itineranti”, proprio come quella in svolgimento ad Albino. Anche in Valle Seriana è presente una delegazione di “Operazione Mato Grosso”, composta prevalentemente da giovani tra i 22 e i 32 anni. Fra loro anche una bella famiglia di Gazzaniga, formata da Elena Bugada, 31 anni, il marito Paolo Zucchelli, 32 anni, e il piccolo Simone, che ha vissuto per sei mesi, in forma di missione volontaria, nel paese di Pakarista, in Perù, gestendo una cooperativa con 15 giovani lavoratori, e avendo cura di loro, proprio come una grande famiglia.
Come loro ci sono tanti altri giovani che offrono il proprio impegno in favore di chi al mondo è meno fortunato ed ha più bisogno di aiuto, nel solco della solidarietà.
Da segnalare che venerdì 12 aprile, nell’ambito della mostra, si terrà una serata di presentazione di “Operazione Mato Grosso”, durante la quale i volontari presenteranno le attività dell’associazione e alla quale interverrà anche Jacopo Manara, giovane volontario di Albino che è stato per due anni in Perù.
La mostra sarà aperta a tutti, ad ingresso libero, il mercoledì, dalle 9.30 alle 12.30, il sabato dalle 16 alle 19 e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Inoltre, grazie alla collaborazione di un architetto volontario di “Operazione Mato Grosso”, sarà possibile commissionare mobili su misura direttamente agli artigiani peruviani.
Infine, “Operazione Mato Grosso” ricorda a tutti i giovani che chi volesse farsi avanti nella collaborazione come volontario è più che benvenuto.

Silvia Pezzera