Ben riuscita la mostra sulla “Grande Guerra”

Il silenzio avvolge la memoria, la storia si racconta racchiusa in pannelli, bandiere e teche in vetro, dalle uniformi in bella mostra si respira il passato, la fatica, la morte. Nei fucili e nelle armi esposte risuona il crepitio delle mitraglie e il tuono delle bombarde. In un angolo la riproduzione di uno spaccato di vita quotidiana, di allora ovviamente. E tutto rimanda alla Grande Guerra, alla guerra contro “Cecco Beppe, alle battaglie sull’Isonzo, ai primi arroccamenti in quota, nella neve, nel freddo. Siamo al primo piano delle sale espositive dell’Auditorium Comunale di Albino, dove nelle scorse settimane è stata presentata la mostra “Cent’anni fa…la Grande Guerra. 1915: anche l’Italia entra nel conflitto mondiale”. Un titolo chiaro, che va dritto al contesto che si vuole rappresentare. Quest’anno, infatti, ricorre il centenario dell’ingresso del Regno d’Italia nel primo conflitto mondiale e la mostra vuol porre l’attenzione soprattutto sugli avvenimenti politici e militari.

 

Una mostra storica molto innovativa, perché, come accaduto lo scorso anno per il 1914, incentrata su un solo anno dei cinque nei quali si è articolata la Grande Guerra. Quindi, una mostra “annuale”, che punta soltanto su quanto accaduto nel 1915, e basta…per giungere così a un perfetto raffronto tra la vita di oggi e quella di cento anni addietro, anno dopo anno.

I colori vivi e intensi delle cartoline, messe a disposizione dai collezionisti del gruppo, insieme alle fotografie inedite, agli oggetti della vita di trincea e a tanto altro ancora, restituiscono il carattere originario dei tempi e attirano l’attenzione del visitatore. Ciò dimostra che la condivisione è un altro elemento fondamentale di questa iniziativa, capace di colpire, di coinvolgere, di incuriosire.

Una mostra visiva, quindi, retta da immagini che permettono d’immergersi in una storia fondamentale e ancora attuale del nostro recente passato. Ridotti all’essenziale i testi, scelta dovuta al desiderio di raggiungere il maggior numero di persone possibile, non soltanto i pochi ed esperti addetti ai lavori.

La mostra, realizzata e allestita dal Comune di Albino, in collaborazione con l’associazione storica “Cimeetrincee” e il Gruppo Alpini di Albino, cattura per la sua semplicità, espressa nei pannelli illustrativi, ma anche nelle tante fotografie e nei documenti inediti, appartenenti alle collezioni private dei membri dell’associazione “Cimeetrincee”, quindi originali e non scaricate da siti internet o affini, molte delle quali realizzate da soldati con le prime macchine fotografiche tascabili dell’epoca. Queste foto, quindi, a differenza di quelle realizzate dai reparti fotografici militari, presentano un taglio meno ufficiali e propagandistico, ma sono più spontanee e immediate.

Ricca quest’anno anche la parte uniformologica e dell’oggettistica. Uniformi, copricapo, equipaggiamenti, alcuni dei quali appartenenti anche a soldati albinesi, hanno permesso ai visitatori di calarsi nell’atmosfera del tempo, con semplice ma immediato realismo.

Da segnalare manichini con tre uniformi italiane (alpino, fante e artigliere) e un manichino austriaco con uniforme da assaltatore.  Stupenda e toccante la ricostruzione della baracca militare con stufa, tavolino e brandina. Imponente la mitragliatrice austriaca che tanti lutti inflisse alle nostre fanteria (la mitragliatrice, regina dei cambi di battaglia della Grande Guerra, insieme alla trincea e al fili spinato, elemento topico nell’immaginario di tutti.

Colgo l’occasione per ringraziare gli alpini del gruppo di Albino che hanno dato un contributo insostituibile all’allestimento generale e che hanno curato l’apertura della stessa mostra – spiega il sindaco Fabio TerziUn ringraziamento per la collaborazione nella realizzazione dei pannelli e della piccola pubblicazione della mostra va anche al gruppo alpini di Azzano San Paolo e al Museo Storico Alpino della sezione di Bergamo”.

Ora, non resta che aspettare la mostra sull’anno 2016…e anche questa sarà certamente interessante.

 

S.P.