Tutto secondo copione. Domenica 3 settembre, la comunità parrocchiale di San Pietro, a Desenzano di Albino, si è ritrovata in gran numero sotto il campanile della chiesa parrocchiale, per presenziare alla cerimonia di benedizione delle campane, riportate all’antico splendore, dopo un’accurata operazione di sistemazione, pulizia e manutenzione del concerto campanario. Una grande festa di comunità, iniziata sabato 2 settembre, con la collocazione delle campane su un piazzale adiacente il sagrato della chiesa parrocchiale, ad opera dei tecnici della ditta “F.lli Pagani” di Castelli Calepio, la stessa che ha provveduto in questi due mesi estivi alla revisione e al restauro degli otto “bronzi”. Per tutto il weekend è stato un via vai di gente, incuriosita di fronte alla bellezza delle campane, messe in “vetrina” per essere ammirate. E tanta gente, in verità, si è aggirata attorno alle campane per ammirare i lavori di restauro.
La cerimonia di benedizione è avvenuta al termine della Messa di domenica 3 settembre, presieduta dall’Arcivescovo Nunzio Apostolico mons. Leopoldo Girelli, insieme al parroco don Giampaolo Mazza, a mons. Ilario Girelli e a mons. Ermenegildo Camozzi. La chiesa era veramente gremita di gente, a dimostrazione della volontà di essere presente ad un evento che segnava una tappa importante della vita della comunità parrocchiale.
Del resto, da tempo si avvertiva la necessità di un restauro delle campane, alla luce del degrado strutturale a cui erano andate incontro negli anni; e già dalla scorsa primavera la parrocchia di San Pietro aveva avvisato la comunità di un imminente intervento di manutenzione del concerto campanario. Detto, fatto. Nel giugno scorso, ricevuto il nullaosta dalla Sovrintendenza ai Beni Storico-Artistici della Lombardia e dalla Curia Diocesana, si è proceduto a togliere le campane dall’incastellatura. Per la cronaca, si tratta di un concerto campanario in do “lombardo” della ditta Carlo Ottolina di Seregno (Mi), fuso nel 1953, che ha sostituito un precedente concerto di 8 campane del 1884, tolte dal regime fascista per durante la seconda guerra mondiale.

“La sistemazione delle campane non era più rimandabile – ha spiegato il parroco don Giampaolo Mazza, nel suo intervento – Era a rischio la sicurezza delle campane, come pure della struttura che le sorregge. Per cui, il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici ha programmato questo intervento di restauro e messa in sicurezza di tutto l’impianto meccanico. Il costo del restyling è di circa 24.000 euro, ma posso già dire che la generosità dei parrocchiani è stata grande: in poco tempo abbiamo coperto tutta la spesa”.
Ammirate dalla gente soprattutto due campane, le più grosse: quella di 1.757 kg, che porta incisi i santi Pietro e Paolo, il Crocifisso con Maria e Giovanni, San Giovanni Battista e la Madonna Assunta; e quella di 1.232 kg, che porta inciso, in latino, l’invocazione che più volte si ripeteva nelle rogazioni “da fulmine e tempesta liberaci Signore”, in un tempo in cui la campagna era la principale fonte di sostentamento.
“La popolazione attendeva con grande desiderio il ritorno delle campane sul campanile – ha continuato il parroco – Dopo due mesi di assenza, sentiva la mancanza del loro suono, che tutti i giorni accompagna la vita religiosa e sociale della comunità. Perciò, si è pensato di metterle in mostra per alcuni giorni e fare festa”.

Ti.Pi.