Dal 2009 al 2018. In questo arco temporale, l’Oratorio di Vall’Alta è stato ristrutturato, riqualificato e rinnovato, un vero restyling; ha ricevuto tante attenzioni da parte dei volontari, ma soprattutto contributi da tanti benefattori, amici, sostenitori, imprese locali; è stata la destinazione finale di tante attività promozionali, finalizzate alla raccolta di fondi per sostenere le spese, come le feste popolari, le feste in Oratorio e l’iniziativa “Adotta l’Oratorio”, promossa per vari anni. E ora, finalmente, è stato benedetto e ufficialmente inaugurato.
Come detto, sebbene non si tratti di una struttura completamente nuova, ma di un rinnovamento che ha impegnato tanti nostri volontari e tante risorse economiche, era però doveroso, durante un momento ufficiale, andare a ricordare e ringraziare chi è stato benefattore in denaro o in opere manuali, o nel dono di materiali, o nella fatica da volontario nelle feste popolari e medievali, che sono state fortemente di sostegno per far rivivere l’Oratorio. Tutto questo è stato ricordato nello scorso mese di dicembre, alla presenza di mons. Davide Pelucchi, Vicario Generale della Diocesi di Bergamo, che, rappresentando il vescovo, ha presieduto la celebrazione eucaristica e poi ha benedetto e inaugurato l’Oratorio.
Due i gesti significativi che hanno caratterizzato la cerimonia: la posa della “lapide ricordo” e la presentazione del nuovo logo dell’Oratorio.
“Abbiamo posto un “memoriale” e un “logo” – ha sottolineato il parroco don Daniele Belotti – Due gesti che sono tra loro intrecciati e dicono che la vita di una comunità, anche nei suoi luoghi, è come la vita di ciascuno: un intreccio di passato e futuro, di memoria e di speranza. In questa maniera mi piace pensare alla scritta che è stata applicata al muro del nostro Oratorio, che ne sottolinea il suo valore. Infatti, lo abbiamo chiamato semplicemente “luogo” perché non è solo “oratorio” nella dizione ormai depositataci nella mente da tempo. Infatti, è luogo di incontro per grandi e piccoli, per famiglie e la famiglia che è la comunità. Vuole essere luogo di gioia e di vita, di apprendimento e di preghiera. Vorrebbe essere segno di ciò che è la Chiesa pensata da Gesù: segno di una umanità piena e realizzata. Per questo motivo vanno ringraziati sia i benefattori, sia i volontari (passato, presente, futuro appunto si intrecciano) perché danno la possibilità a tutti di poter vivere la comunità e sentirsi in famiglia. E’ prezioso il lavoro di chi sostiene in vario modo l’Oratorio, è un dono enorme. Quante volte cari amici utilizziamo cose e strutture senza renderci conto che qualcuno fa in modo che esse esistano. Per questo la parola “Grazie”, “ringraziamento”, che in greco si dice “Eucaristia”… Ed ecco anche la bellezza del logo, scelto tra i tanti pervenuti durante il periodo di apertura del concorso, e alcuni molto, sottolineo, molto belli. Mi piace guardare in senso eucaristico a quelle due mani che sorreggono proprio la “comunione” dei cuori. Ecco un bel lancio per il futuro del nostro Oratorio”.

Gianni Oberti