Buon successo per la 1^ “Mostra agro-zootecnica della Valle del Lujo”

 

E’ stato bello, come una passeggiata in campagna, ritrovata dopo tanto tempo, con gente genuina, nostrana, simpatica, accogliente. Un appuntamento in Valle del Lujo, si leggeva sul quotidiano bergamasco, ma non sembrava il solito “mercato”, la solita “fiera”, dove pochi prodotti locali facevano da specchietto per le allodole di altri prodotti più standard, di linea semi-industriale. E, infatti, appena arrivata in valle, mi si è aperto il cuore, sembrava di ritornare alle mie gite domenicali dai nonni, in campagna, dove tutti i sensi si aprivano alla scoperta di qualcosa di autentico, di sano, di ruspante. E, in effetti, entrare nel campo di Abbazia, dove domenica 11 ottobre (la manifestazione era in programma il 4 ottobre, ma è stata rinviata per il maltempo alla domenica successiva) si è svolta, per tutta la giornata, la 1^ edizione della “Mostra agro-zootecnica della Valle del Lujo”, è stata una gioia. Le aspettative che avevo maturato in settimana si erano concretizzate in un solo minuto. In un botto, ecco palesarsi davanti a me la cultura contadina e le tradizioni dell’ambiente montano, il patrimonio agricolo e zootecnico, le feste popolari e i giochi sull’aia, i sapori e i colori della campagna, i profumi del bosco e, grazie a ben attrezzati punti-ristoro, i gusti della cucina contadina.

 

Certo, i manifesti non lasciavano scampo nella loro presentazione: “una fiera-mercato per celebrare gli aspetti più significativi del patrimonio agricolo della Valle del Lujo”. Bene, per le ore che mi sono lasciata coinvolgere ad Abbazia, ma più in generale nella Valle del Lujo (la cosiddetta “Svizzera della Valle Seriana”), mi è sembrato di vivere all’interno di una foto d’epoca, in un mondo lontano, dove il senso di comunità traspariva dai modi dello stare insieme, del chiacchierare, dell’incontrarsi, del parlare a tavola. Un bello spaccato di vita contadina, a pochi chilometri dalla città, che si ha fatta contenta.

Ad organizzare la manifestazione è stata l’associazione “Civicamente Albino”, in collaborazione con i giovani agricoltori della Valle del Lujo: coordinatore responsabile Pierangelo Peracchi, mentre coordinatori della mostra Ubaldo Colleoni e Alessandro Breda. Giusto attribuire…”a Cesare quel che è di Cesare”, ma sono stati gli espositori, gli allevatori, gli artigiani i veri protagonisti della festa. Senza di loro non poteva esserci: sono state le loro motivazioni, le loro passioni, le loro produzioni a permettere la mostra. Certo, con il coordinamento di altri, che come loro nutrono gli stessi obiettivi.

In vetrina, dalle 9 alle 18, una quarantina fra aziende agricole e zootecniche (in particolare, 18 allevatori e 22 espositori), che hanno lanciato in passerella un centinaio di capi, fra cui 23 vacche da latte, una decina di bovini da ingrasso, pecore, capre, maiali, cavalli, asini, e anche animali da cortile, come galline, anatre, conigli. Molto apprezzata la presenza di alcuni tori, ma anche di alcuni artigiani che hanno eseguito delle dimostrazioni dal vivo dei loro prodotti.

Uno “spaccato” della realtà contadina che opera in Valle del Lujo – ha spiegato il coordinatore responsabile della mostra Pierangelo Peracchi – E’ stato come riannodare i fili della memoria, andando alla ricerca delle radici contadine che hanno caratterizzato per decenni l’economia della Valle del Lujo. L’obiettivo è stato centrato alla grande: valorizzare la tradizione e la cultura produttiva locale, ma soprattutto proporre sui banchi degli stand i prodotti locali, “a chilometro zero”, realizzati dai nostri produttori, fra i quali stanno emergendo diversi giovani. Insomma, in vetrina i prodotti della filiera corta, a sicura tracciabilita, che arrivano direttamente dal produttore al consumatore senza intermediari”.

Ed è stato un autentico successo – continua Peracchi – In una giornata sono affluite oltre 3.000 persone, compresi tantissimi bambini, che hanno fatto a gara per partecipare al torneo di calcio-balilla vivente, un evento ben azzeccato e apprezzato. Inoltre, la manifestazione ha messo in mostra altre realtà, come i caseifici, gli agriturismo della valle, i produttori di frutta, marmellate e miele, i norcini, i castanicoltori, tutte realtà a conduzione famigliare. Senza dimenticare il mondo dei taglialegna, gli artigiani del legno, i fioristi, i florovivaisti, i mugnai, i macellai. Per tutti i visitatori vendita e degustazione di prodotti agricoli ed enogastronomici”.

A tagliare il nastro della fiera è stato il sindaco di Albino Fabio Terzi, presente anche la giunta comunale e alcuni consiglieri; mentre la benedizione ha visto impegnato il parroco di Abbazia don Claudio Federici.

 

PS