Carmelo Rinaldi, 60 anni, è nato a Vertova, paese con il quale, nemmeno dopo il trasferimento a Pradalunga nel 1995, ha cessato di intrattenere uno stretto rapporto. La locale sezione Avis è uno dei contatti che nel corso degli anni Carmelo ha tenuto in vita. Impiegato presso la ditta Itema di Colzate, oltre che un appassionato di moto (ne possiede una da strada, oltre ad una vecchia Vespa PX del 1982, ndr), è un fervente avisino, così come i suoi tre figli; l’ultimo è iscritto all’Avis dallo scorso anno, dopo che ha compiuto i 18 anni. Recentemente, Carmelo Rinaldi è stato eletto nuovo presidente della sezione Avis di Vertova.

Quando e come nasce la sezione Avis di Vertova?
Ufficialmente venne costituita nel gennaio del 1958, ma si è sempre considerato dicembre 1957 come anno di fondazione, quando un gruppo di donatori decise di staccarsi dalla sezione di Fiorano e dar vita alla sezione di Vertova. Il prossimo 15 ottobre festeggeremo il 60° anno di fondazione. Il primo presidente è stato il signor Stefano Ferrari.

Come si è sviluppata l’Avis di Vertova?
E’ necessario precisare che nella sezione di Vertova sono iscritti anche gli avisini di Colzate. Comunque, quando nel 1982 sono entrato in Avis, la maggior parte degli iscritti aveva un’età sopra i 30 anni. Poi, pian piano, hanno aderito parecchi giovani, seppur con un momento di flessione nel decennio fra il 2000 e il 2010. Da qualche anno invece questi ultimi si stanno ripresentando, e quello che più mi fa piacere è vedere iscriversi giovani coppie di fidanzatini. Purtroppo, oggi gli avisini che fanno viaggi all’estero, sia per lavoro che per vacanza, sono costretti ad astenersi dalla donazione per parecchi mesi, e questo, con l’andar del tempo, ha comportato la perdita di qualche donazione e a volte anche dell’avisino stesso. Oggi, ci sono molti più controlli sulla salute del donatore; questo è un bene sia per chi dona e soprattutto per chi riceve, ma è altresì un fattore che fa contrarre il numero delle donazioni.

Quando e perché hai deciso di iscriverti all’Avis?
E’ stata quella che poi sarebbe diventata mia moglie a farmi conoscere l’Avis, così anch’io mi sono iscritto e, a maggio del 1982, ho effettuato la mia prima donazione. Dopo qualche mese, l’allora presidente Luigi Paganessi (rimasto poi in carica fino al 2008) mi chiese se ero disposto a dedicare un po’ del mio tempo nei servizi di segreteria dell’associazione. Accettai di buon grado e così iniziai ad interessarmi alla gestione conduzione della sezione. Purtroppo, per problemi di salute non ho potuto effettuare molte donazioni, ma in compenso mi sono sempre impegnato all’interno dell’associazione. L’Avis per me oggi rappresenta 35 anni di volontariato ed impegno sociale, durante i quali ho avuto parecchie soddisfazioni.

Quando e come è avvenuta l’elezione a presidente di sezione?
Dopo l’assemblea elettiva di febbraio, che ha scelto il Consiglio Direttivo, a marzo i 15 consiglieri eletti mi hanno eletto all’unanimità. Questa volta non ho potuto rifiutare, perchè il precedente presidente Renata Ruggeri aveva già ricoperto due mandati. Comunque, sono soddisfatto e ringrazio tutti i consiglieri che mi hanno dimostrato un grandissimo affetto.

Quali sono le tue responsabilità e le tue mansioni come presidente?
Come presidente, oltre che gestire le varie incombenze burocratiche, che già gestivo prima come segretario (vedi mantenimento iscrizione al Registro del Volontariato, statistiche da presentare alla Regione e alla Provincia, ecc.), mi riunisco in sede tutti i mercoledì con l’ex-presidente Renata Ruggeri, il vice-presidente Valter Folci ed altri consiglieri per gestire la normale amministrazione: leggere le e-mail ricevute, recepire le varie direttive inviateci dall’Avis Provinciale, organizzare il servizio di ristoro che svolgiamo ogni tre mesi in occasione dei prelievi presso l’AOP dell’Ospedale di Gazzaniga. Un’attività che ritengo simpatica è la prassi dell’invio, a tutti gli avisini, degli auguri di “Buon Compleanno”, e questo vale anche per preti, frati e suore originari di Vertova che sono sparsi in tutto il mondo. Periodicamente partecipo alle riunioni della “Zona 3” che comprende le 14 Avis della Media Valle Seriana. E alla “Consulta dei Presidenti” che si riunisce all’Avis di Bergamo con tutti i presidenti Avis della Bergamasca. Inoltre, partecipo agli anniversari delle altre sezioni. Ad essere sincero alcune volte delego volentieri il vice-presidente.

Quale messaggio intendi lanciare come “portavoce” dell’Avis?
Il messaggio è rivolto ai giovani: non siate egoisti e non fate qualcosa solo per avere un tornaconto. Spesso si ha più piacere nel dare che nel ricevere, parlo per esperienza. L’Avis vuol dire donare gratuitamente ed anonimamente il proprio sangue senza avere nulla in cambio. Cari giovani, compiere questo gesto è una cosa che rende orgogliosi di fronte a tutti, chiedetelo a chi lo fa, non importa da quanto, è sufficiente anche una sola donazione. Vi renderà orgogliosi soprattutto di fronte ai vostri coetanei che pensano solo allo sballo e a volte perdono la vita, mentre voi darete il sangue per consentire di vivere a chi ha bisogno. E’ chiaro che il messaggio è rivolto anche ai meno giovani, perché, come intitolava una vecchia trasmissione televisiva, “Non è mai troppo tardi”, e ogni tanto alcune persone di oltre 40 o 50 anni vengono ad iscriversi all’Avis. Devo fare un appello agli avisini, meglio se giovani, di Vertova e Colzate: avvicinatevi alla gestione della nostra Associazione, perché abbiamo bisogno di nuova linfa ed è giusto che ci sia un certo ricambio. Questo non vuol dire che noi “vecchi” abbandoneremo, ma alcuni di noi cominciano ad essere stanchi.

Quali iniziative organizza l’Avis di Vertova”?
Già da due anni abbiamo presentato il progetto multimediale “Rosso Sorriso” nelle scuole elementari e medie di Vertova e Colzate: un percorso di educazione e sensibilizzazione alla solidarietà ed al dono del sangue ideato per bambini e ragazzi ai quali alla fine viene distribuito un DVD intitolato “la meraviglia del donare”. A febbraio, in occasione della “Giornata della Vita”, in collaborazione con l’Asilo di Vertova, distribuiamo ai bambini i palloncini col logo Avis, ai quali le suore fanno legare un bigliettino; poi verranno liberati in aria sul sagrato della Chiesa Parrocchiale.
A luglio, ad Albino, come componente della “Zona 3 Media Valle Seriana”, abbiamo organizzato un torneo di Beach Volley giovanile al quale hanno partecipato 14 squadre, una per ogni Sezione (ha vinto Bianzano). A settembre, in occasione della “Notte Bianca”, allestiamo un gazebo in collaborazione con ADMO e distribuiamo materiale informativo agli adulti e palloncini ai bambini. Quest’anno si sono iscritti due ragazzi all’Avis e uno all’ADMO. Non è bello? L’8 ottobre c’è stata la “Camminata pro-Hospice Vertova” ed anche qui abbiamo allestito un gazebo in collaborazione con ADMO.

Alcuni numeri…
Attualmente, siamo 260 iscritti (di cui 15 aspiranti): 215 di Vertova e 45 di Colzate, precisamente 185 maschi e 75 femmine. Nel 2016 abbiamo effettuato 387 donazioni di cui 350 di sangue intero e 37 di plasma. Il prossimo 15 ottobre in occasione dei festeggiamenti per il 60° di fondazione premieremo gli avisini emeriti con diversi riconoscimenti. Colgo l’occasione per ringraziare prima di tutto gli avisini, linfa vitale dell’Associazione; un grazie particolare ai collaboratori ed ai consiglieri che tengono in piedi l’Associazione. Un abbraccio ai vari sostenitori e simpatizzanti che col loro contributo economico ci aiutano a far quadrare i conti. E non va dimenticata l’Amministrazione Comunale che oltre a permetterci di usare gratuitamente i locali della nostra sede, ci sostiene pure economicamente.
Per info: Avis Vertova, via S. Carlo, 27 (347-0570551).

Silvia Pezzera