Chi sbatte la porta non ha niente da dire

Immaginate di vedere un gruppo di persone che discute lungo una via. Pare che il tema sia molto sentito da tutti i conversanti. Poco dopo l’inizio della discussione uno dei partecipanti comincia a gridare, apostrofando gli altri, urlando e gesticolando vistosamente. Al termine del suo sproloquio, senza nemmeno dare agli altri il tempo di replicare, prende e se ne va. Se non foste a conoscenza né dell’argomento né del contenuto di quella conversazione, voi a chi dareste ragione? Chi tra i conversanti apparentemente è quello offeso, maltrattato e prevaricato? Ovviamente quello che se ne va. Però da che mondo è mondo, in qualunque contesto, chi prende e se ne va rinuncia ad ascoltare. Rinuncia al confronto. Preferisce far credere agli spettatori che a “costringerlo” ad andarsene sono stati gli altri suoi interlocutori, con i loro modi e i loro insulti. Chi se ne va, all’apparenza, ha ragione. Ma se ne va o scappa? E se, diversamente, non si trattasse di ragione o torto, ma semplicemente di carenza di argomentazioni? Se fosse soltanto paura di assumersi delle responsabilità? Paura del confronto con gli altri? Magari con qualcuno che la pensa diversamente da lui. Troppa fatica. Meglio alzarsi ed uscire.

Questo è accaduto all’ultimo consiglio comunale. Di nuovo.

Per la seconda volta consecutiva tutte le forze di minoranza presenti in consiglio comunale hanno preferito voltare le spalle ai propri doveri di amministratori e andarsene. Meglio fare un siparietto tragicomico e poi girare i tacchi, piuttosto che passare la serata a parlare di bilancio consuntivo con quei “cattocomunismi” degli arancioni! Magari facendo un’opposizione seria, dura e costruttiva, per una volta. E invece, dopo non essersi nemmeno presentati con l’adozione della variante al P.G.T., hanno pensato bene di andarsene anche con il bilancio consuntivo. E secondo voi, dopo aver abbandonato l’aula, dove sono andati, presi dall’ira e da tutti quei valori democratici che la maggioranza gli impedisce di esprimere? Naturalmente al bar sotto il palazzo comunale a sorseggiare una bibita fresca.

E’ davvero triste assistere ad uno spettacolo simile.

E’ desolante per chi governa doverlo fare senza alcuna forza di minoranza seduta in consiglio. Perché non abbiamo la presunzione di essere i più bravi, ma soprattutto perché la democrazia è stare seduti nei posti per i quali ci si è spesi con la gente e ricoprire responsabilmente quel ruolo. Perché la democrazia vive anche delle forze di opposizione. Perché ciascun consigliere, anche di opposizione, ha il dovere di prendersi delle responsabilità. Prendere ed andarsene vuol dire non sapersi prendere alcuna responsabilità. Nemmeno quella di votare contro. Dicono che stiano scaldando i motori per la prossima campagna elettorale.

In tutta sincerità vorreste essere amministrati da qualcuno che, davanti alle responsabilità, prende e se ne va?

www.listaperalbino.it