Buongiorno direttore

Ho 53 anni . Le scrivo come cittadina lavoratrice e come genitore/educatore per condividere alcune riflessioni.
Sono mamma di due figli, la prima di 16 anni e il secondo di 12.
Siamo consapevoli tutti dei forti disagi posti in essere dalla pandemia e dalle restrizioni governative e assistiamo alle proteste, legittime, delle categorie maggiormente interessate alla conseguente crisi economica. Sentiamo i più anziani e perciò più vulnerabili lamentarsi perche rivendicano un diritto alla propria libertà a cui non intendono rinunciare.
Sento parlare poco o niente del disagio dei nostri figli più giovani e del loro diritto a viversi la loro età con le caratteristiche e i bisogni che ciò comporta.
Sono cittadini di serie B senza voce e senza speranza….oppure vogliamo confrontarci?
Le scuole superiori sono state chiuse, senza batter ciglio in 24 ore. Non perché le misure poste in essere non sono sufficienti. Se fosse cosi sarebbe almeno accettabile.
Sono state chiuse per mancanza di coordinamento strategia e capacità organizzativa (un’estate sprecata purtroppo). Scuole chiuse per sopperire a scelte non fatte decisioni non prese da parte chi ha compiti di governo.
Mancato potenziamento dei mezzi pubblici, mancato potenziamento della sanità territoriale, mancato invito a limitare le uscite per le categorie più a rischio. (Vedi persone anziane…) mancato dialogo fra istituzioni e servizi per nominare soltanto alcuni dei nodi critici di una seconda ondata di contagi ahimè annunciata.
Vorrei porre in evidenza quello che a me sembra una piccola grande discriminazione sociale che vede la fascia di età dei più giovani protagonista passiva esclusa e reclusa. Non sono produttivi i nostri figli non come lo intende la politica, ma rappresentano il futuro e hanno diritto di esistere e crescere sani nel corpo e nello spirito.
Adolescenti e giovani ai quali è stato tolto il tempo libero le attività sportive le amicizie ….lasciando la scuola a distanza e poco altro; come se bastasse collegarsi ad un computer per apprendere e star bene e sostituire tutto il resto. Se la funzione della scuola è ridotta a questo, mi chiedo perché non promuovere video tutorial!
Mia figlia maggiore é iscritta al liceo artistico una scuola d’arte che x sua stessa natura comporta l’apprendimento mediante il fare. Le sembra possibile praticare le attività laboratoriali a casa? o forse è necessario e fondamentale essere in presenza con il docente e gli altri compagni lo spazio e tutto il materiale e le attrezzature necessarie?
Ecco soltanto alcune semplici considerazioni e domande alle quali non è facile dare una risposta, mi rendo conto, ma almeno danno il senso della situazione di totale incertezza e senso di impoverimento non solo economico ma anche sociale e culturale a cui stiamo assistendo; forse inermi e complici.
Mi piace pensare che sia giusto e utile provare a farsi portavoce di chi non ha voce e ha solo la “colpa” di essere più giovane nel pieno della vita, portatore del diritto a vivere e non sopravvivere ad una vita piena e consona e non relegata al margine.
Non vorrei arrivare a pensare che stiamo sacrificando una generazione per non sapere o volere fare scelte più consapevoli incisive e adeguate o a maggior tutela di categorie a svantaggio di altre.
La ringrazio per l’attenzione e se vorrà gentilmente pubblicare la presente.
Siamo in tantissimi genitori consapevoli un po’ arrabbiati sicuramente delusi; dopo avere sofferto un lockdown imprevisto e imprevedibile abbiamo il dovere di chiedere conto cosa ne é del benessere di tutti e dei nostri figli. Non siamo cittadini stupidi o distratti, siamo preoccupati dei probabili effetti collaterali a cui nessuno pensa.
La scuola, lo sport, l’aggregazione sociale e culturale rappresentano e scandiscono la quotidianità dei ragazzi e delle ragazze e sono un bagaglio necessario per la crescita sana e buona; credo che nessuno abbia il diritto di negare a qualcun altro la possibilità di stare bene o determinarne il malessere per semplificare i problemi che non riesce ad affrontare. La salute psicofisica dei più giovani e degli adolescenti può divenire un’emergenza e ci riguarda tutti. E non soltanto la politica. Sarebbe già qualcosa un confronto nel merito e una verifica sulle scelte. Tanti sono gli attori coinvolti e a cui bisognerebbe dare parola. Famiglie, Medici Pediatri, specialisti dell’età evolutiva e società civile se non già e soltanto i diretti interessati. I nostri figli che non sono pedine di un monopoli o consumatori da spremere come limoni.
Alessandra A.

Diverse lettere sono arrivate in redazione riguardanti questo o quell’aspetto dell’attuale emergenza sanitaria. Ho deciso di pubblicare quella della signora Alessandra perché è quella che rispecchia in pieno il mio pensiero e quello di molti lettori.
Lei è stata fin troppo pacata nell’esporre i suoi dubbi; questa pandemia e le decisione delle autorità stanno rovinando diverse categorie di commercianti (e tutta la filiera lavorativa legata ai prodotti/merce che vendono) e i nostri ragazzi!
Il carattere di una persona come si forma? Con la guida della famiglia, le regole della scuola e dello sport, con le esperienze che le amicizie ti danno. Il rischio, se togliamo tutto questo, lasciando solo la famiglia, è che la generazione futura non crescerà bene, o per lo meno, non come siamo cresciuti noi. Quando fra venti o trent’anni si troveranno ad affrontare un problema non sapranno risolverlo e, se lo faranno, lo faranno diversamente da noi!
Le racconto questo aneddoto che le fa capire il LORO E IL NOSTRO disagio. Anch’io sono padre di due figli minorenni, uno di 17 anni e l’altro di 16. Un pomeriggio sono andato da un cliente per lavoro e ho portato con me il figlio più piccolo anche per toglierlo dal computer, telefonino, play station e via dicendo. Passando davanti a una piazza (non dico dove ma ho le prove fotografiche) abbiamo visto diversi gruppi di persone che consumavano fuori dal bar o semplicemente seduti sulle panchine a chiacchierare. Vedendo questa scena, mio figlio mi ha chiesto: “Ma scusa papà, queste persone che fanno parte delle categorie a rischio non rispettano la legge e le autorità non la fanno rispettare, perché io devo farlo?” Dopo un breve silenzio ho potuto rispondere solo questo: “Se c’è una legge, giusta o sbagliata che sia, VA RISPETTATA”
Questa generazione, quando dovrà prendere delle decisioni, in che modo lo farà?