La notizia era nell’aria da tempo. Anzi, in verità, se ne parlava da mesi, dallo scorso gennaio, quando l’Associazione Centro Sociale Anziani “Don Battista Poli”, che gestisce l’omonimo centro sociale, che si affaccia su via Ulisse Bellora 24, aveva comunicato al Comune di Cene la sua intenzione di chiudere la struttura. Ma, ora la scadenza si avvicina, il 31 luglio è ormai alle porte, e da quel giorno le serrande saranno abbassate, la porta d’ingresso al Centro Sociale Anziani sarà chiusa, per sempre. E quella notizia sull’imminente chiusura, che a molti, fin dall’inizio, pareva impossibile, per nulla vera, alla luce degli alti consensi e degli apprezzamenti che la struttura aveva ricevuto in oltre 30 anni di onorato servizio, a vantaggio degli anziani e dei pensionati del paese, ora si sta gonfiando, sta assumendo i contorni della certezza. La gente non ci crede ancora, pensa che all’ultimo si troverà una soluzione, ma ormai i giochi sono fatti, il tempo è scaduto, gli annunci di chiusura sono stati dati con largo anticipo, tutti sapevano. Ma solo ora, in prossimità dell’ultimo giorno, ecco che il problema emerge in tutta la sua gravità. Il Centro Sociale Anziani chiude.
Al mercato, nei negozi, fuori dalla chiesa, tutti ne stanno parlando, e sono tante le persone, non solo i fruitori della struttura, che ritengono incredibile che un paese come Cene, mica un paesello qualsiasi o una frazioncina di montagna, rimanga senza un centro per anziani; peraltro, non soltanto un luogo di ritrovo, come capita di trovare in altri paese. Qui, si parla del Centro Sociale Anziani “Don Battista Poli”, una struttura importante, pulita, funzionale, ben attrezzata, di qualità, dove le persone si incontrano, si ritrovano per una chiacchierata fra amici, giocano a carte, buttano l’occhio al giornale, lo leggono e lo commentano, si fanno due risate, insomma, un luogo dove star bene insieme, in amicizia e allegria; qui, si parla di una struttura che da oltre 30 anni è un punto di riferimento importante per tutta la comunità, che offre importanti servizi infermieristici e di assistenza sanitaria, come il servizio prelievi, il servizio di trasporto, ma soprattutto il centro di fisioterapia, posto al primo piano, ben attrezzato, con utenti che giungono anche da fuori paese. Ebbene, tutto questo ora si ferma, stop.
Normale chiedersi perché. Beh, diciamo intanto che il Centro Sociale Anziani è privato: una struttura donata dal compianto Gigino Pezzoli, patron della Sitip, a vantaggio della comunità di Cene, gestito dal cognato Giovanni Cortinovis (fratello di sua moglie Elisabetta) e dalla compagna Luciana Breviario; una struttura che si è arricchita e potenziata sempre grazie alla generosità di Gigino Pezzoli, che non ha mai fatto mancare nulla, è sempre intervenuto su di essa ogni qualvolta si intravedeva la necessità (vedi fisioterapia), ha sempre sostenuto la sua apertura come importante luogo di socialità. Ora, però, Giovanni Cortinovis è stanco, ha 81 anni, la gestione del centro lo impegna troppo, e ha deciso di non andare più avanti, di smettere. Pertanto, ha rimesso il mandato alla proprietà, alla famiglia Pezzoli, la quale, a quanto pare, avendo rintracciato altre soluzioni di utilizzo della struttura, ha deciso di far terminare l’esperienza del Centro Sociale Anziani e di chiudere. Non prima di averlo comunicato con il dovuto preavviso alla comunità. Fa testo anche un cartello di avviso che fa bella mostra sulla porta d’ingresso del Centro Sociale Anziani. Quindi, tutti a Cene sapevano della sua chiusura.
La domanda, ora, è un’altra. Cosa si è fatto, in questi mesi, per non giungere spiazzati di fronte a questa chiusura? E altre domande, a seguire. Dove andranno a ritrovarsi, ora, gli anziani e i pensionati di Cene? Quale realtà, ora, andrà a sostituire l’Associazione Centro Sociale Anziani, che per tutti questi anni ha garantito una struttura dignitosa alla popolazione anziana di Cene? E quei servizi, quelle attrezzature per la fisioterapia, che hanno fatto della struttura un’eccellenza, dove si potranno ritrovare, ora, in paese? Dall’associazione fanno sapere che verranno smantellati e andranno ad arricchire un ospedale in Africa, che ne ha tanto bisogno… A quanto pare, a Cene non servono.

Gi.Pi.