Ci ha lasciato il prof. Fulvio Manara

Lutto improvviso nel mondo della scuola bergamasca. Fulvio Cesare Manara, 57 anni (avrebbe compiuto 58 anni il prossimo 29 giugno) settembre), docente di Pedagogia e ricercatore dell’Università di Bergamo nel Dipartimento Scienze umane e sociali, è morto improvvisamente lo scorso 25 marzo, lasciando nella tristezza e nel più profondo sconforto la comunità albinese, che ben lo conosceva e lo apprezzava. Non per nulla, alla notizia della sua morte, non si sono contate le manifestazioni di affetto e di vicinanza espresse alla famiglia, segno di una sua presenza attiva e umanamente positiva nella vita sociale albinese e, più in generale, in quella bergamasca, che in lui ha sempre trovato una figura di riferimento.

 

A dare notizia della sua improvvisa scomparsa è stata la stessa Università di Bergamo, attraverso un post sulla propria pagina Facebook. E, a seguire, i commenti di diverse personalità del mondo della scuola.

“Lo ricordo, esprimendo alla famiglia il cordoglio dell’intero Ateneo, come un appassionato cultore della non violenza e custode della memoria e del pensiero di Raimon Panikkar e come mio collega per tanti anni nel Dipartimento di scienze della formazione del nostro Ateneo – sottolinea in un servizio pubblicato su un quotidiano locale Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università di Bergamo – Alcuni colleghi mi hanno riferito che si è spento nel suo studio, mentre leggeva e scriveva. Sorridente. Lo ricorderemo così, sorridente, appassionato, originale”.

E ancora l’assessore all’Istruzione, Formazione, Università e Sport del Comune di Bergamo Loredana Poli: “Docente generoso e colto, lo ricordiamo con gratitudine. Io, in particolare, per aver sostenuto nel nostro territorio Philosophy for Children, in collaborazione con lo IAPC della Montclair State University, NJ, USA”. Come pure Mariagrazia Panigada, direttore artistico della Prosa al Teatro “Gaetano Donizetti”: Hai coltivato ed insegnato la non violenza, lo sguardo di pace sul mondo. Non volevi che i tuoi studenti ascoltassero solo parole, ma attraversassero insieme a te delle esperienze”.

Classe 1958, residente ad Albino, sposato e padre di tre figli, Fulvio Cesare Manara si era laureato in filosofia all’Università di Milano, discutendo la tesi “Fides falsa. Il concetto di eresia in Tommaso d’Aquino”. Quindi, ha frequentato seminari di ricerca e studio presso vari enti e istituzioni: il Program on Nonviolent Sanctions della Harvard University, la Western Michigan University, la American Philosophical Association (Central Division), e la Albert Einstein Institution (Cambridge, Ma, Usa). Perfezionatosi a Padova, in Didattica della filosofia, è stato ricercatore esterno della Fondazione Tovini, presso il Dipartimento di filosofia dell’Università di Padova, dove ha condotto una ricerca sul laboratorio di filosofia. Nell’anno accademico 2004-2005 ha insegnato “Religioni e diritti dell’uomo” al Master di II° livello dell’Università degli Studi di Bergamo. E’ stato, inoltre, membro del consiglio direttivo e della commissione didattica nazionale della Società filosofica italiana. Ha collaborato in qualità di redattore a “Comunicazione filosofica. Rivista telematica di ricerca e didattica filosofica”. Dal 2002 era docente di Pedagogia sociale dell’Università di Bergamo, dove si è occupato di «educazione al pensare» e della comunità di ricerca filosofica come nuova modalità formativa, e  di «educazione alla nonviolenza», sia individuandone le sorgenti, tanto nella dimensione teoretica quanto in quella pratica, sia, più in particolare, delle dinamiche della trasformazione nonviolenta dei conflitti.

Nel settore disciplinare della Didattica della filosofia ha pubblicato una quindicina di saggi e alcune recensioni. Inoltre, fra le sue opere, “Scritti vari sulla nonviolenza, l’obiezione di coscienza e l’educazione alla pace” (1990), “La nonviolenza si impara” (2003), “Tra cattedra e vita. Comunicazione e insegnamento della filosofia tra Kant e Gentile” (2004), “Comunità di ricerca e iniziazione al filosofare. Appunti per una nuova didattica della filosofia” (2004), “Una forza che dà vita. Ricominciare con Gandhi in un’età di terrorismi” (2006).

 

C.P.