Mantiene il distanziamento sociale, fa bene alla salute ed è ideale per un turismo di prossimità. La bicicletta ha tutte le caratteristiche per proporsi come mezzo turistico privilegiato in questa “Fase 3”, meglio detta “fase di transizione,” dove si tornerà a fare vacanza e a viaggiare, ma vicino a casa. Un’occasione unica per riscoprire all’aria aperta, dal vivo, le bellezze della Val Seriana, che magari prima neanche si conoscevano. Del resto, il cicloturismo ha i numeri giusti per far ripartire il turismo post Covid. Qui, comunque, non si vuol parlare di cicloturismo, in termini di soggiorni su due ruote, ma di ciclo-escursionismo, cioè passeggiate in bicicletta, a corto raggio, vicino a casa, partendo dal capoluogo o dai centri del fondovalle seriano, lungo piste ciclabili o percorsi montani di media difficoltà, accessibili a tutti. Un turismo alternativo, in bicicletta appunto, a misura di famiglia e di amici, come risposta utile alla crisi che stiamo attraversando in “Fase 3”: è utile dal punto di vista sanitario, per le distanze e l’attività motoria che prevede; utile dal punto di vista ambientale, come risposta alla crisi climatica e per ridurre l’inquinamento; utile all’economia, per le risorse che movimenta; utile per fare rete sul territorio: non c’è niente di meglio di un percorso cicloturistico per “collegare” utenti e operatori dell’ospitalità, dell’accoglienza, della ristorazione, favorendo così quella virtuosa sinergia di cui la Val Seriana ha bisogno.
Stante il bonus bicicletta e la campagna governativa che promuove mezzi alternativi, come appunto la bicicletta, le prospettive per l’estate 2020 in bicicletta sono ottime, con numeri che potrebbero essere incoraggianti.
Se poi si considera che la maggior parte di noi resterà in vacanza in Italia e vicino a casa, si potrebbe assistere anche all’avvio di brevi soggiorni sulle due ruote, sul modello del Trentino Alto-Adige, …perché no. La Val Seriana è una destinazione che certo non manca di strutture ricettive, forte anche di una tramvia, la TEB, che ammette in carrozza le biciclette. All’orizzonte, quindi, un possibile turismo bike friendly, un’esperienza nuova di turismo, sano ed ecologico, sobrio e sostenibile, a contatto con la natura, e anche a buon prezzo, che fuoriesce dai canoni e dai consueti itinerari del turismo di massa.
Per la sua vasta platea di itinerari, la Val Seriana potrebbe diventare il palcoscenico ideale per questo tipo di turismo in bicicletta, giornaliero o con pernottamenti, che punta a scoprire il territorio in maniera lenta e diretta, respirando la stessa aria e osservando il tutto senza filtri. Tanti tracciati, tanti percorsi, quindi tante opportunità.
Ad Albino, girare in bicicletta è un piacere, grazie all’alta densità di percorsi cicloturistici. A catturare le attenzioni dei patiti di mountain bike, downhill e all-mountain è il Monte Misma (1.161 metri), che troneggia sulla Valle del Lujo. Un tempo, lungo i suoi sentieri, si incontravano boscaioli, contadini, minatori e gente del posto intenta in varie faccende. Oggi, è meta ideale per escursionisti e appassionati di mountain bike.
“E’ vero, in pochi minuti da Bergamo, sei già in montagna – spiega Johnny Cattaneo, 39 anni, di Santa Brigida (Val Brembana), biker di professione, campione e atleta della nazionale italiana di Bike Marathon – I percorsi che si dipanano sul Misma non sono duri, ma accessibili a tutti, anche a chi è alle prime armi sui pedali. Un’ottima rete di sentieri, dove immergersi con facilità nella natura e trascorrere alcune ore in libertà. A me, personalmente, piace molto il periplo del Monte Misma, l’ho percorso varie volte, fra i Comuni di Albino, Pradalunga e Cenate Sopra, e mi è piaciuto molto. E’ mappato e sicuro, bello per stare in compagnia”.
Si parte dal ponte medievale, si entra in Valle del Lujo, si sale verso il Colle Gallo, noto per il santuario della Madonna dei ciclisti. All’altezza di Casale, ci si immette nell’area del Parco del Castagno. Da qui comincia il tour off-road che, con brevi e ripide salite, porta fino alla località Prati Alti (segnavia 513). Un’ultima dura salita e, dopo aver fiancheggiato la cima Corna Clima (865 metri), si arriva alla chiesa di Santa Maria Assunta del Misma (823 metri), un gioiello di arte romanica, nascosto tra i boschi di castagno. È d’obbligo una sosta per godere delle bellezze storico-artistiche, ma anche del panorama che si apre sulla pianura. Si proseguiamo, poi, in costa, lungo il sentiero 626, che rientra nella rete di itinerari “Le vie del Misma”, lambendo la parte nord dell’oasi naturalistica del Wwf della Valpredina. Si continua a girare attorno al Monte Misma e si raggiunge la località Roccolone e, quindi, il castagneto secolare “La Pratolina”, in territorio di Pradalunga. L’itinerario è ormai alla fine: si scende al santuario della Madonna della Forcella e, poi, fino al centro storico di Pradalunga, dove ci si porta sulla strada principale 65 e si ritorna al punto di partenza, il ponte medievale di Albino.
“Come detto, un bell’andare sul Misma – continua Cattaneo – Un sentiero alla portata di tutti, anche dei ciclo-escursionisti meno esperti e, quindi, adatto a uscite familiari o fra amici, proprio perfetto per quest’estate”.

P.T.