C’è un po’ di mistero, interesse da parte di qualcuno e preoccupazione per altri, sui recenti avvistamenti di cinghiali sui fianchi del Colle Gallo e lungo i sentieri che portano sul Monte Misma. La notizia della presenza del mammifero artiodattilo in Valle del Lujo risale ai primi giorni di aprile; protagonisti alcuni biker che percorrevano i sentieri che da Casale portano alla chiesetta di Santa Maria di Misma; e che hanno confabulato fra loro al chiosco-ristoro del santuario della Madonna della Neve, al Passo del Colle Gallo. Poi, grazie al tradizionale tam-tam, la notizia ha fatto il giro dei bar della valle.
L’avvistamento, a detta dei ciclisti, è avvenuto in località “Prati Alti”, crocevia di sentieri montani che salgono da Casale, Casazza, Vigano San Martino e Luzzana. Gli esemplari erano due, piuttosto grandi.
“Spero solo non sia vero – ha detto un avventore al bar – Ma, se è vero, bisogna immediatamente intervenire, per farli sparire”. In verità, altri optano per una soluzione più “soft”, magari incaricando la Provincia di Bergamo ad intervenire, come pure la Polizia Forestale. Altri, invece, lamentano che un tempo i cinghiali non facevano parte della fauna locale, e c’era armonia fra chi lavorava in campagna e gli animali del bosco.
La preoccupazione dei più, tuttavia, è forte. Non tanto per gli effetti all’agricoltura e al sottobosco che questi mammiferi possono lasciare al loro passaggio, anche in montagna, visto che sono pochi coloro che lavorano i campi o allevano bestiame in valle. Ma certamente per la paura che può generale un incontro di questo tipo fra i biker e camminatori della domenica, non avvezzi alla vita di montagna. E anche far gli abitanti delle frazioni di valle: hanno paura che prima o poi possa succedere qualcosa a qualcuno. Perché i cinghiali si muovono quasi sempre in branchi e quando hanno i piccoli possono anche attaccare.
All’inizio scendevano dal Misma o dallo Sparavera, per poi tornare di nuovo in alto. Ora, sembrano che siano diventati stanziali, nel senso che hanno messo su casa nei boschi della Valle del Lujo. Si riproducono un paio di volte all’anno e ogni volta ogni mamma sforna sei, sette cinghialini. Una moltiplicazione difficile da contenere.
Ora, comunque, toccherà agli abitanti della Valle del Lujo confermare se si sia trattato di un inusuale, quanto sporadico passaggio, oppure di un nuovo insediamento stanziale.

Luisa Pezzotta