Nata a Genova nel 1959, cresciuta a Milano, residente a Bergamo da oltre trent’anni, Cinzia Fabiani è il nuovo commissario tecnico della nazionale italiana tennis sordi. Sposata e madre di un figlio di 18 anni, ha iniziato prestissimo la sua carriera scolastica: a cinque anni era in seconda elementare! Diploma di liceo scientifico, è laureata in scienze della comunicazione con un master in relazioni esterne, grazie al quale ha poi lavorato, negli anni ’80, in un’agenzia come addetta stampa; è pubblicista (riviste “Match Ball” e “Il Tennis italiano”) e ha curato e condotto per un anno la trasmissione “Tennistime” su BergamoTV. Il tennis è la sua vita. A vent’anni, per esempio, fonda la ASD Fabiani Tennischool, con sede ad Albano Sant’Alessandro, e da allora, colpo su colpo, è un crescendo di successi. L’ultimo, il più bello e gratificante, la nomina a coach della nazionale italiana tennis sordi.

Cos’è il tennis per Cinzia Fabiani?
Il tennis è la mia vita, il mio hobby, ma anche il mio lavoro. Nel tempo libero, pochissimo, gioco a golf e sono appassionata di cinema. Mi piace viaggiare e, appena posso, scappo in Brasile, dove vive mio fratello, anche lui tennista. Del resto, il tennis è lo sport …di famiglia: giocavano i miei genitori ed è stato naturale impugnare la racchetta. Però, appena ho terminato gli studi superiori, ho interrotto la carriera agonistica, per frequentare la scuola nazionale maestri della Federazione Italiana Tennis (FIT), a Roma. Ho sempre visto nell’insegnamento la mia passione e un obiettivo da raggiungere. Così, nel 1979, appena rientrata dal corso (ai tempi durava un anno), ho fondato la ASD Fabiani Tennischool, la mia scuola di tennis.

Fabiani come super-allenatrice?
Beh, mi è sempre piaciuto insegnare tennis. Sono arrivata ad essere “Professional”, la massima qualifica rilasciata dal “Professional Tennis Registry”, l’associazione statunitense che presiede alla formazione degli insegnanti di tennis. Ho seguito tanti tennisti, in particolare la preparazione e la carriera agonistica di Michela Galbusera, una bimbetta “silenziosa” che, nel 1979, mi guardava con grandi occhi scuri e “beveva” i gesti che le insegnavo. Michela è poi diventata un’ottima giocatrice di seconda categoria e ha più volte vinto, in singolo e in doppio, i campionati mondiali tennis sordi. Nel tempo, ho maturato esperienze di gestione di centri sportivi, di organizzazione di stage e raduni, di rapporti con enti pubblici e con sponsor. Ho il diploma di dirigente federale di secondo livello e sono ufficiale di gara. Da dieci anni, poi, collaboro con l’organizzazione degli Internazionali di Tennis di Bergamo, in qualità di responsabile di campo.

Cos’è la ASD Fabiani Tennischool?
E’ la mia scuola di tennis, l’ho fondata e la dirigo da quarant’anni, e possono dire che è un’eccellenza a livello lombardo e nazionale: infatti, vanta oltre 100 titoli vinti, alcuni anche a carattere internazionale. Riconosciuta dal CONI e dal CSEN come Centro Sportivo Educativo Nazionale, ha quattro sedi: Albano Sant’Alessandro, Martinengo, Costa di Mezzate e San Paolo d’Argon.
La scuola si propone come luogo di aggregazione giovanile e funge da vivaio per la formazione di squadre che, annualmente, partecipano a campionati giovanili e di categoria, organizzati dalla Federazione Italiana Tennis, ottenendo spesso risultati di prestigio, anche a livello nazionale.

Qual è la mission della scuola?
L’obiettivo è formare buoni giocatori, senza dare troppa importanza ai risultati agonistici: alla ASD Fabiani Tennischool si cresce in tutti sensi come persone, divertendosi sempre. Ho più di un allievo che, iniziando da bambino con noi, è diventato un buon giocatore, poi un allenatore e ora collabora nello staff della scuola; così come ho diverse coppie che, conosciutesi durante i corsi, ora sono diventati a loro volta genitori di allievi. Alla Fabiani Tennischool il tennis viene declinato in tutti i modi possibili: corsi, lezioni, tornei, campionati, ma non solo. Ogni anno organizziamo trasferte per assistere ai più importanti tornei del “Grande Slam”, diamo ai ragazzi la possibilità di fare i raccattapalle durante gli Internazionali di Tennis di Bergamo, organizziamo stage estivi in Italia e all’estero, test tecnici per gli attrezzi, corsi gratuiti di avvicinamento al tennis nelle scuole o giornate in cui le famiglie si cimentano in campo insieme. Cerchiamo di mantenere vivo l’entusiasmo nei nostri giocatori, di dare a ciascuno un obiettivo tennistico, senza ovviamente trascurare i soggetti a potenzialità maggiore, per cui il tennis può diventare qualcosa di più di un gioco. Abbiamo, quindi, una sezione agonistica, che ogni anno conquista risultati di rilievo; a febbraio, abbiamo conquistato il titolo di campioni lombardi di serie C, vincendo la Coppa Lombardia con una squadra interamente composta da “under 18”; e 6 titoli individuali e due a squadre nel “Master fun cup”, riservata agli “under 13” e “under 18”; freschissimo, poi, il 2° posto ai campionati provinciali a squadre juniores.

E, ora, fra le tante cose l’incarico di coach della nazionale italiana tennis sordi…
Sono onorata e molto motivata per questa opportunità, che mi consente di unire la mia grande passione ed esperienza nel tennis a quella che io considero una delle mie caratteristiche più spiccate: l’attitudine ai rapporti umani. Sono stata contattata proprio da Michela Galbusera, coordinatrice tecnica per la FSSI (Federazione Sport Sordi Italiana); è lei che mi ha dato la bella notizia. Abbiamo davanti sfide importanti: nel prossimo quadriennio, infatti, dobbiamo preparare gli Europei, i Mondiali e le Paralimpiadi. Gli avversari sono di altissimo livello, ma abbiamo tempo per cercare di costruire un team competitivo. La cosa fondamentale è che i giocatori conoscano la nostra realtà. I ragazzi, infatti, non si devono sentire in un ghetto. Per loro questa deve diventare un’occasione importante: viaggiare, fare nuove esperienze, conoscere realtà agonistiche di qualità.

T.P.