Ciò che è lontano…. si è avvicinato!

I plessi della primaria dell’Istituto Solari nel mese di dicembre e gennaio si sono dedicati all’attuazione del Progetto di Solidarietà “IL CARCERE: SCUOLA DI LIBERTA’”.

Un tema non affatto scontato nelle riflessioni e nell’approccio. Arrivare infatti a far comprendere ai propri alunni il senso riabilitativo che la detenzione porta con sé vuol dire innanzitutto sconfiggere le barriere del pensiero comune che vuole lontano, ai confini e alla marginalità delle città questo luogo. La sfida è stata portare dentro le classi una riflessione diversa, che parte dalla convinzione che “nessun uomo è un’isola” e che fortunatamente, grazie alle relazioni che si costruiscono durante la vita  c’è sempre qualcuno disposto ad accompagnarci, sostenerci e darci una mano a rialzarci.

Non è certamente così ovvio parlare di detenzione, riabilitazione e cambiamento ai bambini, ma come sempre capita, loro sono i primi a stupire noi adulti! Con molta serietà e profondità, seguendo passo passo le indicazioni sono riusciti ad elaborare la proposta, a farla propria, ad interiorizzarla,  restituendo importanti riflessioni.

Tutto parte con un racconto, il cui protagonista è un aquilone che, stanco della solita routine quotidiana col suo amico, decide di esplorare mondi nuovi. Così è indispensabile strappare quel filo che lo lega al suo amico e librarsi nel cielo. Come ogni avventura, anche in questa l’imprevisto prende il sopravvento ed un forte vento insieme ad un temporale abbatte l’aquilone, facendolo ruzzolare in una pozzanghera….

Marco, Giovanni, Matteo, Lucia, Federica, Giuseppe, Piera (ipotetici nostri alunni) …. insieme a tanti altri hanno letto, compreso, riletto questo racconto facendolo proprio e cercando di comprendere cosa vivesse l’aquilone, ma ancor più cosa sentisse nel cuore e nella mente. Hanno fatto lo sforzo di mettersi “nei suoi panni” e ancor più di introspettare quell’esperienza nella propria quotidianità.  Hanno guardato con occhi diversi il proprio agire, ciò che accadeva loro e ciò che accadeva a chi stava accanto a loro. Lo hanno fatto con la semplicità degli occhi di bambini che tentano di capire cosa avviene nelle ore trascorse nell’ambiente scolastico: durante i momenti di lezioni e quelli di svago, durante la mensa e i giochi fatti durante l’intervallo. L’avventura si è snodata nella considerazione del proprio agire, nella qualità delle relazioni, nell’utilizzo della propria libertà a favore o sfavore della propria crescita, di quella degli altri, del proprio rispetto e di quello altrui.

…Tutto sembra ormai alla fine, continua il racconto, ma la mano amica del compagno fidato lo raccoglie dalla pozzanghera e con pazienza nel garage di casa lo sistema..riportandolo alla vita!

NULLITA’, FINE, DELUSIONE, SMARRIMENTO, SOLITUDINE, TRISTEZZA, ANGOSCIA, …. sono alcuni degli aggettivi utilizzati dai bambini per descrivere come ci si sente e cosa si prova quando la propria testardaggine e la propria  libertà è utilizzata scorrettamente, ti fa cadere e ti impedisce di riuscire a realizzare il tuo obiettivo. Accanto però vi è  anche la SPERANZA, il  CALORE, l’ AMICIZIA, l’ AMORE,  il SOSTEGNO di chi non ti ha mai abbandonato, di chi ti ha lasciato libero e da lontano cercava di seguire il tuo cammino, le tue nuove strade ed ora è lì pronto a sostenerti e tornare accanto a te per ricominciare insieme.

La capacità dei bambini di esprimere il loro vissuto è straordinaria: dettagli minuziosi e precisi, emozioni che piano piano da sommerse vengono a galla, semplici pensieri che prendono forma trasformandosi in vere e proprie riflessioni senza la paura di raccontarsi e guardare al proprio vissuto. Il piacere di sentirsi sempre in condivisione di esperienza: – perché non è capitato solo a me di sentirmi smarrito e solo perché ho sbagliato a scegliere! –  e contemporaneamente la lucidità che anche gli adulti sbagliano, commettono errori e che non vanno abbandonati, – perché anch’io ho fatto l’esperienza del perdono e dell’essere nuovamente accettato!!!!-.

E tornarono a correre felici insieme!!!! Non sempre la vita regala il lieto fine, ma a noi insegnanti e agli educatori in genere piace pensare che ogni momento condiviso nell’ambito scolastico sia un’avventura arricchente, stimolante e di crescita, indipendentemente dall’argomento approfondito e dal tempo dedicatogli. Tutto è motivo di sollecitazione, stimolo e di istruzione.  Sì, anche gli argomenti più spigolosi, difficili da accettare  e “da digerire” perchè ci mettono alla prova, toccano il nostro cuore, ci disorientano, ci costringono a ridirci come adulti ed educatori, ma che offrono sempre la possibilità di crescere e guardare al futuro con speranza.

Federica Buelli