Incontri, dibattiti, mostre e spettacoli. Si fa sempre più vivace e dinamica la proposta del Circolo “Insieme per Cene”, che in questi quattro anni di attività è riuscita a ritagliarsi un importante spazio nel mondo associazionistico locale, diventando un chiaro punto di riferimento, configurandosi come associazione culturale-ricreativa a 360°, capace di promuovere in paese e sul territorio seriano diversi eventi, a carattere culturale, sociale, ricreativo e sportivo.
Una realtà attiva e propositiva, che dalla sua sede di via Matteotti è riuscita ad ampliare il suo raggio d’azione, riuscendo da una parte ad intercettare le esigenze culturali e di intrattenimento provenienti dal territorio, dall’altra a proporre una programmazione interessante, stimolante e coinvolgente. E’ il caso di “L’Infinito Viaggiare”, una proposta culturale di condivisione che, dopo il successo dello scorso anno, si ripresenta in cartellone, con una serie di due incontri, che avranno quale sede la sala consiliare del Palazzo Municipale. Obiettivo: proporre “immagini e racconti di viaggio”, cioè esperienze di vita, oltremodo originali e di grande spessore socio-culturale e solidale, che rappresentano un’occasione di crescita formativa e di arricchimento personale.
Il primo appuntamento è per venerdì 23 marzo, alle 20.30. In cattedra Sara Bosio, di Cene, insegnante di scuola media, che presenterà “Mal d’Africa: fra Costa d’Avorio ed Etiopia”. Si tratta di un’esperienza di vita “on the road”, una testimonianza molto toccante della sua esperienza di vita in Africa. “Nel Continente Nero ci sono stata due volte – spiega Sara Bosio – Dapprima, dal 2011 al 2013, un’esperienza di due anni e mezzo, in Costa d’Avorio, per conto del Centro Missionario Diocesano: qui, ho insegnato a scuola, anche in quelle locali. Poi, la seconda esperienza, in Etiopia, nel 2014, nell’ambito di un progetto di volontariato europeo, per conto di una ONG italiana.
Il secondo incontro, in programma venerdì 6 aprile, sempre alle 20.30, vede in cattedra Marco Zaffaroni, il cosiddetto “alpinista gitante”, che presenterà “Nepal: “Kalika Family Health Hospital e Tumi School”, un progetto ideato nel 2006, insieme al compianto alpinista bergamasco Mario Merelli (è scomparso nel 2012), che ha riguardato la costruzione di un ospedale nella provincia del Dolpo, in Nepal.
L’idea, nata dalla sensibilità di uomini appassionati alle sfide, capaci di affrontare cime di 8.000 metri, come Mario Merelli e, appunto, Marco Zaffaroni, era quella di portare aiuti concreti a latitudini normalmente dimenticate dal mondo; loro, alpinisti professionisti, che dalle montagne himalayane avevano ricevuto molto, in termini di scalate, conquiste, successi; l’idea di un ospedale, in una delle nazioni più povere al mondo, il Nepal (il 42% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e ha un indice di sviluppo umano che lo vede collocato tra gli ultimi tre paesi asiatici), nel nord-ovest, era la giusta contropartita, un segno concreto e tangibile di gratitudine.
Il Dolpo, infatti, è una provincia del Nepal di 30.000 abitanti, la più grande, la più affascinante, ma anche la più povera e la più abbandonata. Non vi sono strade carrozzabili e gli unici mezzi di trasporto sono le proprie gambe, con le persone che devono percorrere viaggi lunghi settimane per spostarsi da villaggio a villaggio o raggiungere i centri urbani.
E’ nata così l’idea di costruire un ospedale: la vera emergenza, infatti, è costituita dalla carenza sanitaria che colpisce soprattutto donne e bambini. Così, l’associazione “La Goccia onlus”, in collaborazione con Friesian Team, ha avviato nel 2007 il progetto “Family Health Care Hospital” (ospedale con assistenza familiare), inaugurato nel 2010 con il nome di “Kalika Community Hospital”. Nel 2015, poi, “La Goccia” ha passato il testimone all’associazione “Bistari Bistari onlus”, che si è adoperata, oltre che per mantenere il “Kalina Community Hospital”, nella ricostruzione della” Nikantha Secondary School”, a Thumi, nella valle del Manaslu.
Il sostentamento richiede un importo annuo superiore ai 50.000 euro, che si cerca di coprire mediante attività sportive di promozione, vendita di panettoni a Natale e di colombe a Pasqua, e altre forme di raccolta fondi.
Da segnalare che in ospedale una targa ricorda Mario Merelli: “In memoria di Mario Merelli, alpinista e sognatore. Grazie alla condivisione dei suoi sogni il “Kalika Family Health Hospital” è una realtà”.
“La nostra associazione sta facendo scuola in paese – spiega il referente del Circolo “Insieme per Cene” Lorenzo Correnti – Opera a tutto campo, organizzando varie attività nel settore culturale e ricreativo, coinvolgendo molte persone. Il circolo vuole essere un luogo di incontro e confronto, uno spazio aperto alla discussione, su temi accattivanti, di interesse generale”.

Luisa Pezzotta